Il ministro della sanità Speranza come il Cavaliere inesistente di Calvino

Abbiamo un ministro che ha deciso di non decidere, dei tecnici che a seconda di come si svegliano sparano le loro scemenze
L’Opinione

di Alberto Laganà - Dopo le ultime scemenze che ho sentito in questi giorni tipo che si può stare in aereo a mezzo metro distanti uno dall’altro ma al ristorante e in spiaggia all'aperto a 4 metri, mi è sorto il dubbio se Conte ha un ministro della sanità oppure no.

Mi è stato assicurato che sì esiste e si chiama Speranza, nominato dalla sinistra. Al che mi sono sentito d'essere stato preso in giro perchè uno di nome Speranza al massimo è stato messo lì per ingraziarsi il Vaticano o come auspicio che questo governo la sfanghi. Magari Conte, scaramantico com'è, ha letto il libro D'Orta “Io speriamo che me la cavo” o almeno visto il film di Wertmuller con Villaggio. E invece no, è proprio lui che dirige la corazzata della nostra salute in tempi di pandemia.

Il mio dubbio era nato da tempo perchè, interrogato dai giornalisti, Speranza ha sempre risposto “aspetto il parere dei tecnici” come se lui fosse lì per caso.

Ma il governo dei tecnici era quello di Monti non questo; i cittadini hanno eletto dei politici perchè li guidino.

E invece tutto dipende da oltre 100 tecnici che sono in contrasto tra di loro su tutto ed in contraddizione su tutto.

Ed i risultati si vedono: decreti incomprensibili e lunghi come una enciclopedia, idiozie da 'Scherzi a parte' dove ad esempio si dice, giustamente, che bisogna stare distanti un metro, ma in negozio ci vogliono due metri, in un supermercato di 5mila metri possono entrare massimo dieci per volta (50 metri?), in spiaggia gli ombrelloni si mettono ogni 25 metri quadrati e se viaggiate con moglie e figli, la consorte con cui condividete gioie e dolori ogni momento della giornata deve stare sul sedile posteriore.

Gli Italiani hanno una pazienza infinita e subiscono tutto e, come presi dalla sindrome di Stoccolma, hanno deciso di non uscire più di casa come nel Barone rampante del solito Calvino, quando il protagonista aveva deciso di non scendere più dall'albero.

Ricapitolando: abbiamo un ministro che ha deciso di non decidere, dei tecnici che a seconda di come si svegliano sparano le loro scemenze, dei virologi uno contro l'altro armato e sfornano libri a ripetizione, un'opposizione disposta a dire che di notte è giorno se il governo ha detto il contrario, cittadini terrorizzati che fanno qualsiasi cosa gli si chiede.

Non è che in questa confusione collettiva voluta si cerchi d'imporre il salvatore della patria, tipo Draghi il figlioccio di Merkel?