Chiesto il processo per Salvini, è indagato per rifiuto di atti d'ufficio e sequestro di persona

Il leader del carroccio rischia una pena sino a 15 anni
Italia

Matteo Salvini è stato rinviato a giudizio nel processo per la Open Arms per avere sequestrato,secondo la decisione del gup Lorenzo Jannelli, 147 migranti bloccati allo sbarco dopo essere stati salvati in mare dalla Ong spagnola.Il fatto risale all'agosto del 2019, il leader prese la decisione nell'interesse del Paese ed in qualità di ministro.

Alla stampa che lo attendeva all'esterno del tribunale palermitano ha detto “Ridicola solo l’idea che io sono un sequestratore. Ho fatto con orgoglio quello che ho fatto e tornerei a farlo qualora dovessi tornare ad avere responsabilità di governo, ricordo che all'epoca l'ordine lo detti come Ministro ”

Al momento sono due i procedimenti in corso in Sicilia nei confronti del leader del Carroccio.

Nel caso dello sbarco della nave Gregoretti, discusso a Catania, la procura etnea ha chiesto per la seconda volta il non luogo a procedere, che confermerebbe una tesi completamente diversa da quella palermitana che ha invece da subito sostenuto le accuse nei confronti dell’ex vicepremier, ribadendo lo scorso 20 marzo, la richiesta di rinvio a giudizio nella requisitoria finale.

Ebbene, ad avviso del Pm catanese “il governo condivideva la linea politica dell’ex ministro dell’Interno”. Lorenzo Jannelli,conferma la tesi opposta “La decisione era esclusivamente del ministro dell’Interno”.

L’accusa si è basata sulla non concessione del Pos, il place of safety, ovvero l’indicazione di un porto sicuro in cui attraccare: secondo la procura palermitana l’ex ministro dell’Interno non poteva rifiutarsi di concedere, secondo il diritto internazionale. Un atto amministrativo e non politico che confermerebbe il reato di rifiuto di atti d’ufficio e di conseguenza, il sequestro di persona.