Slavina a Farindola, sette persone in salvo

I soccorritori sarebbero in contatto con altri 4 sopravvissuti
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Una notte a scavare alla luce delle fotoelettriche, con la speranza di trovare ancora in vita qualcuno che si affievoliva con il passare delle ore, poi – a meta' mattina - il miracolo: ci sono dei sopravvissuti alla tragedia dell'hotel Rigopiano di Farindola, travolto due giorni fa da una slavina.

Grazie anche alle indicazioni di uno dei due dipendenti ritrovati ieri mattina, tornato in quota oggi, i soccorritori dei Vigili del fuoco sono riusciti ad individuare un gruppo di sei persone, tra cui due bambini: una mamma e il figlio sono stati estratti e trasportati in ospedale, sostanzialmente "in buone condizioni"; con gli altri quattro - uno dei quali ferito, ma probabilmente non in modo grave – i vigili sono in contatto vocale e continua lo sforzo per recuperarli. Nel primo pomeriggio un ulteriore segnale di speranza: unita' cinofile e squadre Usar, specializzate nel soccorso e nella ricerca, avrebbero captato i segnali di un altro gruppo di persone, forse cinque (ma il numero e' da verificare). Il lavoro prosegue senza sosta, ma "con grande attenzione", piegano i pompieri, perche' bisogna anche fare i conti con la minaccia incombente rappresentata da una slavina che "non e' sotto controllo" e potrebbe ricominciare a slittare verso valle.

"E' stato bellissimo, non credevano ai loro occhi e ci abbracciavano", ha raccontato il vice brigadiere del Soccorso alpino delle Fiamme gialle Marco Bini. "Il primo impatto e' stato bellissimo e continuiamo a lavorare" ma "piu' di tanto non si puo' andare avanti perche' c'e' il rischio che parti della struttura possano crollare". Grande l'emozione e la gioia dei parenti in attesa, ospitati in un'ala protetta dell'ospedale "S. Massimo" di Penne e assistiti da un team di psicologi. "Questo recupero ci regala ulteriori speranze", ha ammesso Titti Postiglione, responsabile emergenze della Protezione civile durante un punto stampa a Rieti.

Nel frattempo, l'indagine aperta sul disastro dalla Procura di Pescara segna i primi passi ufficiali con un sequestro di documenti nelle sedi della provincia e della prefettura. "Il primo e urgente tema di indagine - ha spiegato il procuratore aggiunto del capoluogo abruzzese, Cristina Tedeschi – riguarda la ricostruzione delle cause e circostanze per le quali queste persone erano li' nel momento in cui la valanga e' arrivata. Questo non contiene in se' gia' un giudizio, il giudizio si vedra'". Al momento il fascicolo e' contro ignoti e le ipotesi di reato sono omicidio colposo plurimo e disastro colposo. Quanto al presunto ritardo nei soccorsi, conseguente ad una sottovalutazione dei primi sos, Tedeschi ha assicurato che la telefonata del ristoratore e datore di lavoro del cuoco sopravvissuto alla slavina "sara' acquisita, al pari di tante altre".