Sì al metano, no all’incenerimento del Css

Sui rifiuti c'è l'intesa fra Goracci e Presciutti Cinti
Gubbio

Sì al metano, no all'incenerimento del Css. Come riporta oggi Il Messaggero, tale messaggio unisce, in una mozione sottoscritta da entrambi, Marzio Presciutti Cinti, già candidato a sindaco sostenuto dal centrodestra, e l'ex sindaco comunista Orfeo Goracci, suscitando le prime sorprese reazioni nell'ambiente politico eugubino, dove vengono ricordati i sottaciuti accordi con Forza Italia che nel 2001 caratterizzarono l'elezione di Goracci.
I due sollecitano il consiglio comunale a impegnare il sindaco Filippo Mario Stirati per chiedere subito un incontro con il ministro dell'Ambiente, Sergio Costa, affinché assuma l'iniziativa di atti in sede governativa sulla green economy.
«Si lavori alla predisposizione di un prezzo politico - scrivono - o comunque un giusto compenso per la riduzione delle attuali esternalità negative oggi prodotte, per utilizzare nelle cementerie eugubine il gas metano che vada a sostituire nel giro di un anno o due il Pet coke, e non prenda nemmeno in considerazione l'idea di bruciare Css che è formato da 53 tipi di rifiuti presentati con forme e descrizione brillanti e accattivanti, anche se con non poche indecisioni circa la costanza della qualità del combustibile prodotto da imprecisati, certamente non umbri, fornitori. Bruciare darebbe un colpo mortale all'immagine di Gubbio che deve avere la prospettiva sulla filiera ambiente, cultura, turismo e non sul chiudere il ciclo dei rifiuti dell'Italia centrale». Goracci, che condusse a suo tempo battaglie per impedire la realizzazione di metanodotti transitanti anche per l'Umbria, sottolinea insieme a Presciutti Cinti che la scelta del metano «sarebbe non penalizzante per Barbetti e Colacem, stimolandole verso programmazioni industriali innovative di economia circolare guardando al futuro e non alla conservazione basata su rifiuti, fino a mettere Gubbio al centro di politiche di avanguardia da prendere a modello in Italia». I due consiglieri comunali richiamano «il dibattito divisivo che contrappone salute, ambiente e lavoro,creando forti fibrillazioni anche in seno alla maggioranza di Stirati, da quando le cementerie hanno richiesto di utilizzare il Css nei loro forni». Colacem per contrastare queste tesi politiche ha promosso una giornata di visite guidate da tecnici (hanno partecipato oltre 180 persone tra le quali il sindaco Stirati, gli assessori e Antonella Barbetti presidente dell'altra cementeria cittadina) nello stabilimento di Ghigiano per informare sulle modalità di produzione del cemento e sul Css specifico per i forni da cemento, «regolamentato evidenzia Colacem dal Decreto ministeriale 22 del 14 febbraio 2013, non quello citato a sproposito in alcuni manifesti, con le ragioni tecniche e impiantistiche che assicurano una piena compatibilità della produzione del cemento con le esigenze di un ambiente salubre».