Buranese senza linea telefonica, interrogazione di Thomas De Luca (M5S)

Chiesti "Investimenti strutturali per garantire i servizi nelle aree interne e combattere lo spopolamento"
Gubbio

"L'area di Burano da tre settimane è isolata e senza linee telefoniche. Un disagio enorme per i cittadini e le attività commerciali della zona. La dimostrazione di quanto siano necessari investimenti strutturali per garantire i servizi essenziali nelle aree interne". Il portavoce in consiglio regionale del Movimento 5 Stelle, Thomas De Luca, ha presentato un'interrogazione a risposta scritta sulla situazione che si sta verificando nella zona di Santa Maria di Burano, periferia di Gubbio molto lontana dal centro, dove la linea telefonica fissa ormai da settimane non funziona. "Un disservizio denunciato più volte dai residenti al gestore che ha assicurato un pronto ritorno alla normalità. Niente è stato risolto, sono aumentati i reclami dei cittadini a cui hanno fatto seguito altre rassicurazioni. Un disservizio che taglia fuori gli abitanti dell'area da qualsiasi servizio per via telefonica" prosegue De Luca.

Nella zona ci sono diversi anche anziani, alcuni dei quali malati, che hanno bisogno di cure domiciliari e di poter parlare con medici e personale infermieristico. Senza contare il danno economico per le attività, agriturismi e locali, costretti a mantenere i rapporti con la clientela sui social. "Non si può continuare a tenere isolata una zona dove vivono quasi trecento persone che hanno bisogno di una rete telefonica funzionante, vista anche la difficoltà dei cellulari di connettersi alla rete mobile". L'interrogazione alla giunta regionale e alla presidente Tesei è quindi finalizzata a risolvere il problema. Sia nell'immediato, attraverso l'istituzione di un tavolo tecnico aperto ai gestori di telefonia e di rete, sia nel lungo periodo affrontando più in generale il problema legato all'isolamento da infrastrutture digitali delle aree interne della regione.

"Lo spopolamento dei nostri borghi ancora oggi alimenta disuguaglianze sociali e limita fortemente le condizioni per l'insediamento di imprese e attività economiche - prosegue De Luca -  senza l'accesso ai più semplici mezzi di comunicazione viene così di fatto impedita una reale coesione sociale e territoriale". In questo senso si inserisce la proposta di legge regionale "Norme per il ripopolamento dell'Appennino e delle aree rurali dell'Umbria" presentata dal Movimento 5 Stelle attraverso la campagna "Io Resto!". "Servono investimenti strutturali per rafforzare i servizi nelle aree interne che altrimenti rischiano di rimanere isolate" conclude De Luca. La proposta di legge sul ripopolamento dell'Appennino intende appunto rimuovere gli ostacoli che impediscono la vivibilità dei borghi e incentivare l'iniziativa imprenditoriale basata sull'utilità sociale. L'obiettivo è interrompere l'emorragia demografica delle aree marginalizzate dell'Umbria, tutelando i borghi e i centri abitati come patrimonio identitario della regione. Le risorse vanno indirizzate su azioni concrete per il ripopolamento. Il potenziamento di servizi e infrastrutture è essenziale per incentivare la permanenza e l'insediamento imprenditoriale, rimuovendo gli ostacoli strutturali che determinano l'abbandono delle aree rurali.