Coronavirus, a Gubbio la festa dei Ceri è “irresistibile”: decine di persone in strada

La vicina Gualdo chiude i confini: “Non venite”
Gubbio

Per gli eugubini la Festa dei Ceri è un evento irrinunciabile. Molti cittadini di Gubbio hanno festeggiato i Ceri rimanendo nelle proprie case o sui balconi ma alcuni proprio non ce l’hanno fatta.
Tant'è che il 15 maggio decine di persone sono scese in strada, molte delle quali senza mascherine per ritrovarsi nel giorno dedicato da secoli al patrono Sant'Ubaldo. Sono state centinaia le persone che si sono riversate nelle vie del centro storico, in particolare in corso Garibaldi, senza rispettare il distanziamento e molti anche senza alcuna forma di protezione individuale. Dopo le 18 sono intervenute anche le forze dell’ordine ma il loro intervento non è stato sufficiente a disperdere gli assembramenti.
La cosa ha fatto letteralmente infuriare il sindaco Filippo Stirati. “Decine di persone hanno preferito mancare di rispetto alla solennità della nostra festa e al Santo patrono Ubaldo – ha detto il primo cittadino – mettendo in pericolo la pubblica incolumità, andando a creare assembramenti in alcune vie della città”. Stirati ha dunque annunciato denunce penali e amministrative inizialmente nei confronti di 15 persone (ma il numero è destinato a salire) e sono pronte le ordinanze per la quarantena obbligatoria. È esclusa invece la possibilità di una “zona rossa” sullo stile di Saviano in Campania o della umbra Giove.

Sabato il sindaco del comune di Gualdo Tadino, Massimiliano Presciutti, ha firmato un’ordinanza per impedire per 14 giorni agli eugubini di entrare nella sua città mentre il primo cittadino di Gubbio ha minacciato di fare ricorso contro la barriera alzata dal comune vicino.