Don Claudio Crescimanno, prete abusivo che celebra messe in latino, diffidato dalla Diocesi

Nel 2009 fu nominato sacerdote della Diocesi di Gubbio
Gubbio

Lui è don Claudio Crescimanno, 55 anni, considerato prete "abusivo" su cui ha puntato i fari la Chiesa di Reggio Emilia.
Don Claudio Crescimanno, sacerdote regolarmente ordinato,  (che dal 2009 è diventato un sacerdote della diocesi di Gubbio), ora incardinato nella diocesi di Isernia-Venafro, continua a celebrare messe (non autorizzate) nella cooperativa agricola Sant'Isidoro a Casalgrande Alta, al confine tra Reggio e Modena, malgrado la ferma condanna della diocesi di Reggio Emilia che, dopo aver informato la Santa Sede, l’ha diffidato.

Don Crescimanno, come riferisce per prima la Gazzetta di Reggio, è un sacerdote regolarmente ordinato, originario di Modena, ma incardinato nella diocesi di Isernia-Venafro. Da tempo si è stabilito a Casalgrande, nel distretto ceramico, dove ha radunato una comunità che si ritrova quasi quotidianamente anche per percorsi formativi e di preghiera, con afflussi maggiori per il rito domenicale. Lo zoccolo duro è formato da alcune decine di anziani, i più fedeli seguaci di don Giulio. Il quale tira dritto: l’8 dicembre, giorno dell’Immacolata Concezione, è prevista anche la celebrazione della prima Comunione per un gruppo di bambini.

La diocesi ha informato della vicenda anche la Santa Sede e ha diffidato don Crescimanno, con raccomandate e messaggi consegnati direttamente, che non hanno però avuto risposta. Al momento si limita a sottolineare che la sua attività non è autorizzata e viola numerose norme del diritto canonico. Durante la messa festiva, nelle parrocchie del territorio, verrà letto un comunicato ufficiale dove si ribadirà la posizione.