Gubbio, i rifiuti urbani diventano energia pura

Uno studio rileva che l’utilizzo del Css nelle cementerie come combustibile non solo è possibile, ma addirittura deve essere preferito per i vantaggi che comporta, sia in termini energetici che ambientali
Gubbio

L’utilizzo del Css come combustibile alternativo a quelli fossili, da utilizzare nei forni delle cementerie, rappresenta per Gubbio un’opportunità e un vantaggio.
Checché ne dicano alcuni personaggi che speculano sul tema per trarne visibilità diffondendo solo falsità e inutili allarmismi.
Eppure nello specifico il Css (Combustibile solido secondario) è un combustibile a tutti gli effetti, ottenuto dalla componente secca (plastica, carta, fibre tessili, ecc.) degli scarti non pericolosi, sia urbani sia speciali, dopo opportuna lavorazione.
Va ricordato che il Css già trova impiego in impianti industriali esistenti (cementifici, acciaierie, centrali termoelettriche, ecc.) in sostituzione dei combustibili tradizionali; e nei combustori per la produzione di energia elettrica.
Dal punto di vista normativo, il Css è definito e disciplinato a livello nazionale dall’articolo 183 “Definizioni” del Dl 152/06. La sua produzione e il suo utilizzo sono messi a norma dal DM n. 22 del 14/2/2013.
E dunque, al ricorrere delle condizioni di legge, l’impiego di Css in cementifici non solo è possibile, ma addirittura deve essere preferito.
Perché?
Ebbene, come testimoniato da numerosi Piani Regionali per la gestione dei rifiuti, numerosi sono i vantaggi - sia in termini energetici che ambientali - connessi a tale utilizzo.
Tra i benefici energetici: la riduzione della dipendenza da combustibili importati dall’estero; una diminuzione del consumo di risorse naturali, quali carbone fossile; un incentivo al raggiungimento degli obiettivi in materia di fonti energetiche rinnovabili.
Tra i vantaggi ambientali si segnalano: la riduzione delle emissioni in atmosfera rispetto ad altre tecnologie di smaltimento dei rifiuti: inferiori emissioni di Nox, Sox (gas acidi) e Co2 (anidride carbonica), in relazione alle caratteristiche dei combustibili alternativi (ad esempio, il Css contiene meno zolfo dei combustibili convenzionali); inferiori emissioni di diossine (in quanto l’ambiente termodinamico è sfavorevole alla loro formazione) e di metalli pesanti (che vengono inglobati nella struttura del clinker); un risparmio di risorse di origine fossile non rinnovabile, con benefici sul bilancio globale delle emissioni di gas serra; l’assenza di ceneri e residui di combustione da smaltire in quanto stabilmente inglobati ed inertizzati nella matrice cementizia senza compromettere la qualità del prodotto.
Utilizzare il Css combustibile, insomma, sottrarrebbe delle quote di rifiuto a discarica o al mero incenerimento.
Per di più, secondo alcuni studi, le emissioni di questi combustibili sarebbero anche meno impattanti rispetto a quelle dei fossili, il che sarebbe un’ulteriore vantaggio offerto da questa opzione sul fronte della sostenibilità ambientale.
Uno studio a cura del Consorzio Leap (laboratorio energia ambiente di Piacenza) affiliato al politecnico di Milano, rivela che le emissioni dei cementifici sarebbero addirittura meno impattanti rispetto al regime corrente con alimentazione a carbone.
L’Umbria entro il primo quadrimestre 2021 avrà un nuovo piano dei rifiuti. L’annuncio porta la firma dell’assessore all’ambiente Roberto Morroni, che così ha risposto all’ipotesi di una parziale trasformazione di alcuni impianti: “Le cementerie di Gubbio hanno presentato richiesta di modifica delle autorizzazioni in loro possesso. Il servizio regionale competente ha chiesto di effettuare modifiche legate alla verifica di assoggettabilità a Valutazione di impatto ambientale. In ogni caso, entro 90 giorni dalla presentazione dell’istanza dovrà essere fornita una risposta tecnica, sentite Asl e Arpa”. E l’auspicio, anche di molti eugubini che nelle cementerie ci lavorano, è che l’autorizzazione sia finalmente concessa.


(Articolo tratto dal periodico Umbria Settegiorni)