Goracci ha deciso: “Resto in consiglio”

L’ex sindaco rinuncia alla causa contro il Comune e alla richiesta di 18mila euro
Gubbio

Si era conclusa con un voto favorevole (16 sì e 2 contrari) la votazione del documento che sanciva l'incompatibilità del consigliere comunale Orfeo Goracci.
Orfeo Goracci, eletto all’opposizione dopo la corsa a sindaco nel maggio scorso fu così dichiarato incompatibile all'incarico in base all’articolo 69 del Decreto Legislativo numero 267/2000 che sancisce appunto che un eletto non può avere contenziosi legali con il Comune salvo che questi non siano nell’esercizio della funzione.
Goracci aveva chiesto al Comune di Gubbio un risarcimento di 18mila euro per spese legali sostenute nell’inchiesta Trust relativamente ai 21 capi d’imputazione per i quali è stato prosciolto sui 36 contestati.
Su questo ordine del giorno è stato convocato il Consiglio Comunale di Gubbio che ha esaminare la memoria difensiva dell’ex sindaco con la relazione del segretario generale Claudia Bianchi e dunque adottato la deliberazione definitiva in ordine alla contestazione di incompatibilità. 
Goracci nella memoria difensiva del suo legale ha sostenuto che tutti i capi d’imputazione del proscioglimento riguardano la sua persona in qualità di sindaco e non per fatti personali, compresa la questione del proscioglimento dall’accusa di violenza sessuale aggravata. Il giudice in primo grado ha respinto, nel giugno 2019, la richiesta economica di Goracci.
Ma l’orientamento dell'assemblea è stato quello di ritenere che questi capi d’imputazione siano legati a vicende personali e non nel ruolo di sindaco. L’intera vicenda giudiziaria vede fin dall’inizio l’accusa a Goracci  di aver messo in piedi dal 2001 un sistema di potere finalizzato a trarre vantaggi politico-elettorale favorendo taluni a scapito di altri (accuse sempre respinte da Goracci che rivendica la legittimità degli atti adottati). Questa valutazione ha portato l’assemblea di palazzo Pretorio a ritenere incompatibile la posizione di Goracci, che ora sarà potrebbe essere escluso dal Consiglio Comunale lasciando il posto al primo dei non eletti.
Dopo il voto di ieri sera, Goracci avrà 10 giorni di tempo per rimuovere le condizioni di incompatibilità (ovvero rinunciare all'azione per il rimborso), trascorsi i quali scatterà la decadenza dall'incarico.
Non sono mancate schermaglie verbali nel corso della seduta, anche dai banchi del centrodestra, dove il consigliere Presciutti Cinti ha dichiarato il proprio voto contrario (mentre i tre consiglieri della Lega non hanno partecipato al voto), c'è stato il no anche da Rughi (M5S) mentre la maggioranza - per la quale hanno preso la parola, tra gli altri, Biancarelli, Martinelli, Bazzurri e Zaccagni - ha votato compatta per l'incompatibilità.
Adesso si viene a sapere attraverso il Corriere dell'Umbria che Goracci non molla, e che ha di fatto rinunciato all'appello contro il Comune per proseguire il suo impegno in consiglio comunale. Dichiarando a chiari note che rinuncia alla possibilità di un rimborso di decine di migliaia di euro per poter continuare l'impegno che gli eugubini gli hanno assegnato con il loro voto del 26 maggio 2019.