Non solo trifole, la Giuliano Tartufi dona alimenti al canile di Gubbio

Elisa Ioni: “Cani da cerca spesso ‘scaricati’ se non idonei all’attività richiesta”
Gubbio

Una donazione alimentare a sostegno degli animali ospiti del Canile comprensoriale di Gubbio. È quella fatta da Giuliano Martinelli, titolare dell’azienda Giuliano Tartufi di Pietralunga, che venerdì 22 gennaio si è recato alla struttura di Ferratelle, insieme a Elisa Ioni, sua compagna e responsabile commerciale dell’azienda. Ad accoglierli c’erano il sindaco di Gubbio, Filippo Mario Stirati, la dottoressa Maria Rita Bonci, responsabile del canile sanitario, incaricata del servizio di Igiene urbana e prevenzione del randagismo dell’Usl Umbria 1, e Marco Paciotti responsabile del canile rifugio.

“L’iniziativa – ha detto Ioni, conosciuta anche come ‘lady Trifola’ per la sua attività appassionata di cerca del tartufo –, al di là della donazione, vuole accendere i riflettori sul tema dell’abbandono dei cani, sensibilizzando l’opinione pubblica anche sul tema delle adozioni dai canili. Fino ad ora avevamo sempre mostrato solidarietà verso le persone. Stavolta abbiamo deciso di destinare il nostro contributo ad altri esseri viventi, cani, gatti e altri piccoli animali da compagnia, quelli che, durante questo anno così difficile ci sono stati vicini, ci hanno consolato con le loro coccole e il loro amore incondizionato”.

Non è un mistero, per chi conosce il mondo dei tartufi, la relazione simbiotica che si può instaurare tra l’uomo e il suo cane da cerca, che diventano amici inseparabili, e nell’azienda Giuliano Tartufi questa verità trova conferma in generale nella passione per gli amici a quattro zampe, tanto che molti dei suoi 70 dipendenti possiedono un animale domestico: si contano 180 tra cani e gatti. “È noto che nella bellissima città di Gubbio – ha continuato Ioni – la caccia e la ricerca del tartufo siano attività praticate assiduamente. Qui, purtroppo, oltre agli abbandoni ‘classici’ c’è l’aggravante degli abbandoni legati proprio a questo tipo di attività. Può capitare che i cani vengano ‘provati’ prima della stagione e a volte ‘scaricati’ in quanto ritenuti non idonei al lavoro richiesto. Cani apparentemente non ubbidienti, magari perché non conoscono il nuovo ‘conduttore’ e non capiscono cosa gli venga richiesto, a volte paurosi. Ma per chi, come me, ha avuto la fortuna di incontrare uno di questi cani, vi assicuro che si tratta sempre di animali di una dolcezza e di una fedeltà incredibile. Non tutti i cani possono diventare cani da tartufo ma di sicuro possono diventare componenti di una famiglia perché il cane non ti tradisce mai”. Giuliano Martinelli, poi, che ha ammesso di essersi innamorato prima dei cani e dopo del tartufo, ha voluto spezzare una lancia a favore dei colleghi. “Sento spesso dire – ha dichiarato Martinelli – che i tartufai non trattano bene i propri cani. Non è assolutamente vero, anzi, scatta un amore profondo tra i due, un’intesa speciale”.

“Siamo particolarmente grati per questa donazione – ha affermato Stirati –. Dobbiamo garantire la salute, la dignità e il rispetto degli animali, perciò ogni iniziativa che va in questa direzione rappresenta un passo in avanti per il canile e motivo di grande soddisfazione e gratitudine nei confronti di chi compie questi gesti.

Colgo l’occasione per ringraziare le associazioni Amici di Cesare, Enpa, Animal Mind e GS Animali, che danno una grande mano al Comune nella gestione del canile, con un impegno assiduo e importante”.

“Il nostro compito – ha spiegato Bonci – è di controllo del randagismo. Una volta accalappiati, i cani vengono visitati, vaccinati e sterilizzati. Dopo 60 giorni di permanenza nel canile sanitario vanno nel canile rifugio, pronti per le adozioni. Chi decide di adottare, si ricordi che i cani non sono un giocattolo. Occorre prestare attenzione e seguire i consigli dei veterinari e di chi conosce l’animale”.

“I volontari fanno un lavoro eccezionale – ha commentato Paciotti –. E anche grazie a loro, all’Usl e agli enti comunali che la gente è sempre più sensibile a temi come il randagismo, l’abbandono o le adozioni, che fortunatamente sono sempre più numerose. Lo scorso anno abbiamo superato le cento adozioni. Si stima che il 70 per cento degli animali che passano dal canile sanitario al rifugio vengono adottati entro un anno e mezzo, è questo è un buon risultato”.