Inizia la settimana della cronoscalata “Trofeo Luigi Fagioli”

Dal 23 al 25 agosto sul tracciato Gubbio-Madonna della Cima
Gubbio

entrerà nel vivo venerdì 23 agosto, con le verifiche sportive e tecniche nella zona tra San Secondo quartier generale dell'evento e via del Perilasio in zona paddock/partenza. Sabato 24 agosto, con partenza alle 9.30, motori accesi per le due prove ufficiali sui 4.150 metri del tracciato noto come Gola del Bottaccione, fino a Madonna della Cima in vista delle due salite di gara, al via domenica 25 agosto sempre dalle 9.30. Al termine di gara le premiazioni, previste sul nuovo palco istallato per eventi e concerti in Piazza 40 Martiri, dove saranno presenti anche un'area accoglienza e ristoro e un info point.


La cronoscalata umbra nona prova del Campionato Italiano Velocità Montagna (CIVM) è pronta a dare spettacolo con un'edizione super dal sapore internazionale. Quest'anno gli organizzatori hanno assegnato un premio a Miki Biasion, il driver veneto che giusto 40 anni fa esordì ufficialmente nei rally e poi si laureò due volte campione del mondo (1988 e 1989) al volante della Lancia Delta Integrale. Vincitore di 17 rally iridati e indimenticabile protagonista di un'epoca d'oro per il rallismo e il motorsport italiano, il pilota di Bassano del Grappa è stato più volte in gara anche a Gubbio, calcando su Lancia e Ford le prove speciali del territorio nella zona di San Bartolomeo nelle occasioni dei Rally di Sanremo iridati dei primi Anni '90. Per Biasion si tratta dunque di un ritorno a Gubbio e nell'albo d'oro del Memorial Barbetti, dedicato a due personaggi che tanto hanno rappresentato per Gubbio e il suo mondo sportivo, succede, tra gli altri, a personaggi come Mauro Forghieri, Clay Regazzoni, Giancarlo Minardi, Ezio Zermiani, Andrea Montermini, Emanuele Pirro e Pino D'Agostino. Così ha commentato Biasion: “Sono onorato di ricevere un premio tanto prestigioso, di far parte della rosa di nomi altisonanti che lo hanno ritirato, come me hanno vissuto un periodo fulgido dell’automobilismo italiano, abbiamo avuto il privilegio di poter dare molto allo sport in quegli anni. Cosa che oggi è più difficile. Abbiamo vissuto da protagonisti gli anni dell’epopea dell’automobilismo. Ho corso sulle leggendarie prove speciali umbre dal 1982 al ’92. Una zona e un territorio meravigliosi che amo, per i luoghi ma sopratutto per la gente straordinaria che vi si trova. Torno con gioia in quelle zone, anzi forse posso godermele di più poiché vi ritorno senza pressioni addosso, come quando le mie trasferte erano legate alle gare”.