Ricercatore gualdese firma uno studio sulla riduzione degli scarti nell’aria

Alessio Regni fa parte del team di Manchester
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Gualdo Tadino

Lo scorso 28 febbraio, la rivista internazionale Science ha pubblicato Aminoalkyl radicals as halogen-atom transfer agents for activation of alkyl and aryl halides, una ricerca condotta dall’Università di Manchester che dimostra il ruolo fondamentale delle ammine nei processi di fotocatalisi e dunque di riduzione dell'inquinamento atmosferico.

Coautore dello studio è Alessio Regni, studente umbro di Gualdo Tadino, iscritto al quinto anno del corso di laurea in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche dell’Università di Urbino. La partecipazione al programma Erasmus+Traineeship ha permesso ad Alessio di collaborare col team di ricerca del Dipartimento di Chimica dell’Università di Manchester e di contribuire ai risultati ottenuti.

«Per me si tratta di un traguardo estremamente importante - dice Alessio Regni -. Premetto che ho contribuito a sviluppare la ricerca all’interno di un team eccezionale con il quale ho avuto la fortuna di collaborare. Quando ho scoperto che lo studio sarebbe stato pubblicato da una rivista con “quel” fattore di impatto ho pensato si fosse realizzata la metà di un sogno! Con la possibilità di essere coautore dell’articolo, il duro lavoro è stato pienamente ripagato, cosa che non sempre accade, per cui mi sento anche po’ fortunato».
E aggiunge: «Devo dire che sono stato molto influenzato dal dottor Michele Mari, giovane e appassionato ricercatore di Chimica Farmaceutica del nostro Ateneo, e dal Professor Giovanni Piersanti, docente di Chimica Organica. Entrambi mi hanno aiutato ad ampliare e perfezionare un certo bagaglio di conoscenze che nei laboratori di Manchester mi sarebbe certamente servito. Anche a distanza, mi hanno sostenuto nella realizzazione del progetto. In Inghilterra, col team di ricerca ho collaborato per tre mesi, il massimo del tempo che potessi investire nell’impresa». 

Le ammine sono composti chimici; sono un gruppo funzionale fondamentale sia in ambito biologico (basti pensare alle proteine, ai neurotrasmettitori ecc.), sia nell’ambito della sintesi organica (della costruzione, cioè, di molecole organiche attraverso processi chimici).
Noi abbiamo lavorato nel campo della chimica organica sintetica, sviluppando e ampliando l’utilizzo dei radicali delle alchilammine – facilmente accessibili dalle ammine stesse – nella formazione pratica e sostenibile di legami Carbonio-Carbonio, che sono lo scheletro delle molecole organiche.
L’obiettivo della ricerca è dimostrare come, tramite l’utilizzo di ammine, si possano attivare gli alogenuri arilici e alchilici (un’altra tipologia di gruppi funzionali) e, quindi, dare prova dell’utilità delle ammine, soprattutto nei processi di fotocatalisi.

Questo studio avrà un impatto sulla prossima ricerca di base perché offre un’altra possibile spiegazione di ciò che accade in queste reazioni, porta alla sintesi di nuove molecole, contribuendo soprattutto a un cambio di pensiero.