Coronavirus, il sindaco Presciutti: «Buoni spesa frenati dalla burocrazia»

Il primo cittadino di Gualdo Tadino esprime amarezza sulle difficoltà di aiutare chi ha bisogno
Gualdo Tadino

“Bene l’anticipo del fondo dei solidarietà da 4,3 miliardi e il bonus spesa extra da 400 milioni, ma devono essere erogabili immediatamente. Servono provvedimenti a burocrazia zero. Senza decreti attuativi confusi che ritarderebbero soltanto queste misure urgenti per le fasce deboli in piena emergenza Coronavirus”. E’ l’appello al Governo del presidente dell’Anci Umbria, Francesco De Rebotti, rappresentante di tutti i 92 comuni del cuore verde.
 Dei 400 milioni di bonus spesa, ne arrivano agli umbri 5,5 milioni. Nella regione sono 20.614 gli indigenti e 110mila i soggetti a rischio povertà.
Si dividerebbero 42 euro a testa. De Rebotti chiede anche la cancellazione del fondo crediti di dubbia esigibilità dei comuni: l’obiettivo è liberare risorse per coloro che non riescono a pagare tasse e tributi. Critiche al governo dai sindaci di Perugia e Terni, Romizi e Latini. Dura presa di posizione dei primi cittadini della Lega contro il governo. 
Ma un altro grido di allarme arriva anche da Gualdo Tadino, dove il sindaco Massimiliano Presciutti punta il dito contro le lungaggini burocratiche, parlando di “assurdità, in quanto le risorse per aiutare chi non ha i soldi per fare la spesa ci sono, ma non possono essere assegnate a causa dei tempi lunghi della burocrazia”.
L'amarezza del sindaco è quella di vivere questa emergenza con le mani legate.