Lo strano caso dello sconfinamento dei cavalli tra Nocera e Gualdo

Mara Loreti: "Occorre evitare che la mandria torni sulle sommità"
Gualdo Tadino

"Ci auguriamo che, con l’imminente stagione di pascolo, non si debba di nuovo assistere allo sconfinamento nelle terre del territorio comunale gualdese".
È quanto dichiara a La Nazione Mara Loreti, dell’associazione “Diritto diretto onlus, Movimento liberi pensatori a difesa della Natura”, riferendosi ad una mandria di cavalli che, provenienti dal nocerino, in passato hanno raggiunto i prati sommitali del gualdese.
Per questo ha scritto al Commissario agli usi civici, alla Regione, alla Soprintendenza alle Belle arti e paesaggio, all’Agenzia forestale (Afor), ai Comuni, ai Comandi della Polizia municipale e dei Carabinieri forestali di Nocera Umbra e di Gualdo Tadino: ringrazia per l’intervento sanzionatorio del passato; ma – dice – occorre evitare che il fenomeno si ripeta: "In caso contrario, nostro malgrado, non potendo accettare ulteriore degrado dei boschi di faggio e delle praterie, e il rischio idrogeologico, in area protetta di interesse comunitario, ci troveremo costretti ad intervenire con denunce alla Comunità Europea per violazione del diritto comunitario, con la conseguente apertura di una procedura di infrazione. I cavalli – aggiunge – da anni raggiungono quota 1.000 metri, anche in inverno, contro le disposizioni regionali che vietano la permanenza. Un pascolo illegale in regime di sconfinamento su terre a uso civico gestito dalla Comunanza agraria Appennino gualdese. Situazione contestata dalla Comunanza alle autorità".