Milioni di euro all’Arci che ospitava i tunisini scomparsi

Non hanno fatto il tampone. Il sindaco: "Chi li ospitava doveva vigilare"
Gualdo Cattaneo

Sono fuggiti dai comfort dell’ex agriturismo “Il Rotolone” di Gualdo Cattaneo.
Ventitré migranti tunisini spediti dal ministero hanno deciso di scappare, nonostante l’obbligo di rimanervi per il periodo della quarantena contro il Covid-19. Due sono stati rintracciati, ma 21 sono ancora irreperibili.
"Sulla quarantena doveva vigilare chi ospita", dice al  il sindaco di Gualdo Cattaneo, Enrico Valentini, che ha rivolto la stessa domanda alle autorità competenti. In altre strutture di accoglienza per l'isolamento fiduciario, come ad esempio Villa Sikania ad Agrigento, polizia e carabinieri sorvegliano il perimetro per scongiurare fughe.
"Chi ospita ha l’obbligo di mantenere lo standard di sicurezza - ripete il sindaco - Non possono accorgersene solo quando ormai sono fuggiti...".
L'ipotesi, come rivelato ieri dal Giornale.it, è che possano essere stati aiutati da qualcuno.
Pare si siano mossi a piccoli gruppi, un cittadino sostiene di averne visti salire alcuni su un furgone. Il timore ora è che possano entrare in contatto con la folta comunità tunisina umbra.
A gestire l’ex agriturismo è Arci Solidarietà Ora d’Aria, associazione “impegnata a difendere ed allargare la sfera dei diritti umani e civili di tutti i cittadini” e a evitare “l'insorgere e lo svilupparsi di qualsiasi forma di intolleranza e razzismo”.
L’immobile è stato acquistato nel 2018 all’asta e da allora, dice il sindaco, il centro “è sempre stato aperto”.
“L’Arci - spiega - ha aderito a un programma della prefettura per la manifestazione di interesse ad accogliere migranti di flussi programmata”. A settembre, per esempio, ne erano arrivati otto per un percorso di inserimento. E nessuno si era opposto. Ma stavolta è diverso. Di mezzo c’è la questione sanitaria. Certo la prefettura ha fatto sapere che tutti i 21 fuggitivi (due sono stati ritrovati) erano negativi al test sierologico, ma la sicurezza si ha solo con il tampone. E al momento nessuno di loro l’ha fatto. Era importante non farseli sfuggire”.
  IlGiornale.it ha cercato tra i documenti della prefettura perugina le informazioni riguardo il bando del 2018 citata dal sindaco.
Ora d’Aria risulta tra i partecipanti di una A.t.s. ad una procedura aperta da 23,9 milioni di euro insieme ad altre associazioni.
Di questi, 22 milioni risutano liquidati ma non sono indicate le spese di dettaglio.
 Maggiori informazioni si trovano invece sul sito dell’Arci.
 Nel 2019 Ora d’Aria ha partecipato a numerosi programmi finanziati da Regione, prefettura e Comuni vari. Solo per gli Sprar tra Gubbio, Perugia, Panicale e Foligno ha incassato 1,4 milioni di euro, mentre per il progetto Free Life sulle vittime di tratta ha ottenuto 164mila euro dalla Regione.
Soldi cui vanno aggiunti gli oltre 11,1 milioni di euro alla voce “convenzione” con la prefettura di Perugia.
Visto il committente e la natura dell’associazione, probabilmente si tratta proprio dei fondi destinati all’accoglienza.
Il Giornale.it ha provato a contattare due volte l’Arci per avere maggiori informazioni, sia sull'entità precisa dell’accordo prefettizio, sia sulle responsabilità di vigilanza ai migranti scappati da Gualdo Cattaneo. Ma alla promessa di essere richiamati, per ora, non è seguito alcuno squillo di telefono.
Intanto in molti si chiedono che fine abbiano fatto questi migranti. Avranno fame, sete, come si procureranno da vivere?


Sulla vicenda c'è da registrare l'intervento di Matteo Salvini. Il leader della Lega esprime solidarietà a sindaci e cittadini umbri "Che non vogliono né il virus né i clandestini".
"Solidarietà ai sindaci e ai cittadini Umbri e in particolare a quelli di Gualdo Cattaneo, dopo che decine di clandestini hanno fatto perdere le proprie tracce e c'è il timore potessero essere infetti. Da Nord a Sud, si moltiplicano i casi di clandestini in fuga con alto rischio per la salute pubblica. Altro che cancellare i Decreti sicurezza. Questo governo mette in pericolo l'Italia".