Settembre nero per quasi centomila contribuenti umbri

Ad aggravare la situazione anche la protesta dei commercialisti che si concretizzerà in sciopero dal 15 al 22 settembre
Fisco

Sarà un settembre nero per quasi centomila contribuenti umbri.
Come riporta oggi, sono 257 gli appuntamenti divisi tra versamenti, comunicazioni e dichiarazioni, come ricorda il presidente di Confprofessioni Umbria, Roberto Tanganelli. “In mezzo - dice - ci sarà anche la protesta dei commercialisti che si concretizzerà in sciopero dal 15 al 22 settembre”. Il primo appuntamento è fissato per mercoledì 16 settembre con “appena” (si fa per dire) 174 tipologie di versamenti tra rate dei saldi ed acconti Irpef, Ires ed Irap e gli acconti. In questo stesso giorno, contribuenti ed intermediari dovranno inviare due comunicazioni all’Agenzia delle Entrate, la principale è rappresentata dalla “Lipe” (Liquidazione periodica Iva) relativa alle operazioni effettuate nel secondo trimestre 2020 e ben tre adempimenti contabili, tra i quali l’emissione e registrazione delle fatture differite relative a beni consegnati o spediti d agosto e l’annotazione per i contribuenti al minuto non obbligati alla trasmissione telematica dei corrispettivi, delle operazioni per le quale è rilasciato lo scontrino fiscale o ricevuta fiscale sempre nel mese di agosto. Entro il 16 settembre, inoltre, si dovranno pagare i versamenti che furono sospesi causa Covid. Il 21 settembre sarà la volta delle cosiddette imprese elettriche che avranno l’obbligo di comunicare all’Agenzia delle Entrate il dettaglio dei dati relativi al canone Tv addebitato, accreditato, riscosso sulle bollette e riversato ad agosto.

Si arriva quindi a venerdì 25 settembre, termine ultimo per la presentazione degli elenchi riepilogativi Intrastat relativo alla cessioni di beni e delle prestazioni di servizi rese nel mese precedente nei confronti di soggetti Ue per gli operatori con obbligo mensile.

Lunedì 28 settembre è un momento particolare, si perché il fisco super digitale che non vuole più vedere in faccia i contribuenti né i professionisti chiedendo tutto telematicamente, permette alle persone fisiche non obbligate all’invio telematico della dichiarazione dei redditi, per sanare la mancata presentazione, in formato cartaceo della dichiarazione dei redditi modello Redditi PF 2020, e della busta contenente la scheda per la scelta della destinazione dell'otto, del cinque e del due per mille dell'Irpef. Tra gli appuntamenti da non dimenticare, c’è quello del 30 settembre quale ultima possibilità data dal Fisco per l’invio dei modelli 730.    Ma l’ultimo giorno di settembre si dovranno fare i conti anche con le “ultime” 45 scadenze legate per lo più a rate di imposte “auto liquidate” e 16 adempimenti tra comunicazioni ed istanze da inviare. 

"Una considerazione viene abbastanza ovvia e non occorre essere addetti ai lavori - evidenzia Tanganelli - Se il limite posto dal legislatore a tutela di un pubblico interesse non è del tutto chiaro e perfettamente intellegibile per i soggetti che ne sono destinatari, di fatto è come se fosse inesistente. Mi spiego meglio.. Adempiere ad obblighi non chiari per complicanze burocratiche o di formulazione avrà come risultato l’impossibilità per il contribuente cittadino o imprenditore nell’essere puntuale nei doveri con il fisco oltre che insicuro nell’effettuare il conteggio. A mio avviso, la brevità e la chiarezza delle norme porterebbe tutti noi contribuenti a comprendere appieno lo spirito delle norme ed applicarle con semplicità. Purtroppo così non è visto che se prendiamo esclusivamente la “produzione” normativa in epoca di Covid abbiamo avuto il Decreto Cura Italia con 127 articoli; il Decreto Liquidità con  44 articoli;, il Decreto Rilancio con 266 articoli; il Decreto Semplificazioni con  76 articoli;, il Decreto Agosto con  115 articoli. In tutto quindi oltre 600 articoli di legge nell’arco di sei mesi, spesso assai lunghi e commi altrettanto estesi, senza dimenticare la marea di decreti attuativi da pubblicare. Farsi capire è un dovere etico prima ancora che tecnico-professionale e se addirittura il nostro Paese è l’unico al mondo in cui esiste un “Ministero per la Semplificazione” forse c’è qualcosa da rivedere".