Salvini senza Tesei al fianco, ipotesi e teoremi

L'assenza della candidata del centrodestra ai comizi del leader della Lega si è fatta notare
Elezioni

di Francesco Castellini - La costante presenza del leader della Lega in Umbria si comprende bene.
Il segretario del Carroccio lo sa che il test elettorale del 27 ottobre farà da cartina di tornasole allo stato delle cose politiche, non solo regionali.
E che tutta la partita si giochi sul “pro” o “contro” Salvini è un fatto acclarato.
   Tant'è che tanti osservatori politici hanno accostato queste Amministrative all'effetto portante di un Referendum nazionale.
Un motivo più che serio che lo obbliga a cavalcare questa campagna elettorale come un forsennato, spendendosi generosamente fra comizi in piazza, conferenze pubbliche, visite ai mercatini rionali.
   Il rischio è che ad esserne penalizzata potrebbe essere l'intera coalizione, che ovviamente, pur scommettendo sul candidato unico, non vedrebbe di buon grado il fatto che l'ago della bilancia sia così decisamente spostato tutto sulla Lega, privando di consistenza i singoli pesi specifici degli altri soci componenti dell'accordo elettorale.
  Un'inquietitudine che sicuramente ha colto la candidata unica Donatella Tesei, che pur dovendo tutto al suo segretario, ha pensato bene di prendere le dovute distanze dal suo mentore, fino al punto di rivendirare in sua presenza una totale “indipendenza”.
E chissà, forse sempre per questo motivo, ieri la Tesei non c'era ai comizi che ha tenuto Salvini a Ponte San Giovanni e a Bastia.
Un'assenza notata da molti e che in tanti hanno ironicamente commentato citando un vecchio film di Nanni Moretti: «Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente? Vengo. Vengo e mi metto, così, vicino a una finestra, di profilo, in controluce. Voi mi fate: “Vieni di là con noi, dai”, e io: “andate, andate, vi raggiungo dopo».
 Mentre qualcuno canticchiava con la smorfia di un sorriso sulle labbra: “Com'è difficile restare calmi e indifferenti mentre tutti intorno fanno rumore”.
  È la politica bellezza!