L’Emilia Romagna resta rossa, il centrodestra conquista la Calabria

Dappertutto crollo inesorabile del Movimento Cinque Stelle
Elezioni Regionali

Le Regionali, pur chiudendosi in "parità", hanno dato un risultato destinato a cambiare l'intero quadro politico nazionale.
In Emilia Romagna ha tenuto la compagine rossa, mentre il centrodestra ha strappato alla sinistra la Calabria.
In Emilia il governatore uscente Stefano Bonaccini ha incassato il 51,39% delle preferenze e ha vinto sulla leghista Lucia Borgonzoni (43,68%).
In Calabria, invece, la vittoria del centrodestra è stata netta con Jole Santelli che ha spazzato via la sinistra con il 55,82% e ha confinato Pippo Callipo al 30,33%.
   Un unico sconfitto: il Movimento 5 Stelle.
Reduce dalle dimissioni di Luigi Di Maio da capo politico, i Cinque Stelle hanno perso ovunque.
   In Emilia Romagna Simone Benini ha incassato appena il 3,6%, mentre in Calabria Francesco Aiello ha ottenuto il 6,7% che non gli basta nemmeno per entrare in consiglio regionale. Confermato dunque il trend di un logorio inesorabile che dalle elezioni politiche del 2018 in poi è diventato una costante e che ha, appunto, riportato al centro del confronto politico il braccio di ferro tra centrodestra e centrosinistra.
Tanto che da Silvio Berlusconi e da Matteo Salvini già parte l'assalto al carrozzone del governo Conte.

Per il centrodestra rimane un dato significativo: dopo la straordinaria vittoria dello scorso ottobre in Umbria, Forza Italia, la Lega e Fratelli d'Italia sono riusici a strappare un'altra Regione alla sinistra, la Calabria, che fino all'anno scorso era governata dal Pd Mario Oliverio finito indagato per abuso di ufficio in un'inchiesta della procura di Catanzaro.
Che adesso il governo Conte dovrà inevitabilmente fare i conti con questi risultati ne è convinto anche Silvio Berlusconi secondo cui adesso "si apre una fase nuova" che dovrà inevitabilmente portare a nuove elezioni. "Se la parola democrazia ha ancora un senso, si dovrà cambiare governo restituendo la parola agli italiani nei tempi più brevi possibile", spiega il leader di Forza Italia secondo cui gli "impietosi" risultati dei grillini "li condannano all'irrilevanza".
Sull'altro fronte il segretario del Pd Nicola Zingaretti, rinfrancato dal risultato incassato, parla già come l'azionista di maggioranza dell'esecutivo: "Possiamo dire che il 4 marzo 2018, quando tutta l'Italia parlava di un bipolarismo Lega-M5S, è alle nostre spalle...".
E dunque anche a sinistra già c'è chi parla di un necessario ribaltamento dei rapporti in seno alla maggioranza giallorossa.