Deruta, cerimonia di commemorazione per il Brigadiere Giuseppe Ugolini

Medaglia d'Oro al valor militare, perì a Milano, cento anni fa, in un vile agguato
Deruta

Nel pomeriggio di martedì 23 giugno, presso la Chiesa Parrocchiale di Sant’Angelo di Celle del Comune di Deruta, in occasione della ricorrenza del centenario della morte del Brigadiere Giuseppe Ugolini, avvenuta a Milano il 23 giugno 1920, si è celebrata una Santa Messa per ricordare la figura dell’Eroe. La cerimonia, officiata dal Sacerdote Don Gino Ciacci, è stata organizzata dall’Associazione Nazionale Carabinieri, Sezione di Deruta, col fattivo contributo dell’Arma territoriale.

Alla cerimonia hanno preso parte, il Comandante delle Legione Carabinieri Umbria, Generale di Brigata Massimiliano Della Gala, il Comandante Provinciale Carabinieri di Perugia, Col. Giovanni Fabi, i nipoti della Medaglia d’oro Alberto e Antonio con i rispettivi familiari, il Sindaco di Deruta, Michele Toniaccini con il Gonfalone della città e la Giunta Comunale, il Comandante della Compagnia Carabinieri di Todi, Maggiore Luigi Salvati Tanagro, personalità ed un nutrito numero di persone.

Il Brigadiere Giuseppe Ugolini, nato a Torgiano il 19.03.1885, da modesta famiglia di lavoratori agricoli nella sua infanzia si trasferì con i genitori nella frazione di Sant’Angelo di Celle dove crebbe lavorando da buono e onesto campagnolo sino al momento dell’arruolamento nei Carabinieri Reali, fu ucciso a Milano il 23 giugno 1920 da un gruppo di malviventi.

Sua Maestà il Re, Vittorio Emanuele III di Savoia, con proprio decreto il 21 luglio 1920 conferì al Brigadiere Giuseppe Ugolini la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Memoria, con la seguente motivazione:

“In un giorno di grave turbamento dell’ordine pubblico, fatto segno all’aggressione di un forte nucleo di malviventi, mentre si trasferiva da solo al posto ove era stato comandato, respinse con fierezza, sebbene gravemente ferito al viso e bersagliato da numerosi colpi di rivoltella, ingiuriosa imposizione di cedere le armi.

Nella tragica lotta che ne seguì si difese eroicamente riuscendo ad atterrare cinque dei suoi aggressori, finchè ripetutamente colpito cadde esamine; e del suo corpo l’insano furore degli avversari fece brutale scempio”.

La cerimonia si è conclusa con la deposizione dei fiori presso il cimitero di Sant’Angelo di Celle ove riposa la salma dell’Eroe.