“No al sensazionalismo dell’informazione”

Il consigliere regionale Casciari e il caso Presta
Cronaca

“Quando si verificano fatti tragici e in particolare quando sono coinvolti dei minori, l’attenzione della stampa non deve superare certi limiti deontologici che sono cardini della professione giornalistica”.

Il neo consigliere regionale del Partito Democratico, Carla Casciari, interviene in merito agli sviluppi dell'omicidio dell’avvocatessa Raffaella Presta riferiti alla pubblicazione, da parte di alcune testate di informazione, di dati sensibili relativi alla vittima e al figlio minorenne, “anch'egli - sottolinea - vittima indiretta dell’atto di violenza compiuto dal padre”. Casciari esprime “grande apprezzamento per la netta presa di posizione del Consiglio dell’Ordine dei giornalisti dell’Umbria e del Corecom Umbria che hanno stigmatizzato l’accaduto e richiesto ulteriori approfondimenti sulle notizie emerse in questi ultimi giorni per valutarne correttezza e continenza rispetto a quanto stabilisce la deontologia professionale riguardo al diritto di cronaca”. “Il mio pensiero – aggiunge Casciari - è per il giovanissimo figlio della signora Presta che, avendo già vissuto un grande dolore per la scomparsa della madre, ora si trova indirettamente al centro di una vicenda mediatico-giudiziaria da cui, invece, dovrebbe essere tenuto lontano e protetto.

Eventi come questo - conclude - richiamano tutta la comunità ad una seria riflessione sul fenomeno della violenza sulle donne, un fenomeno da combattere e denunciare senza sconfinare nel sensazionalismo”. L’ordine dei Giornalisti prima di concedere l’iscrizione all’elenco pubblicisti  impone ai candidati di seguire dei corsi e sottopone i candidati pubblicati ad un colloquio che è un piccolo esame per accertare se essi sono in possesso dei doveri e degli obblighi di chi esercita la professione giornalistica. Purtroppo alcuni dimenticano – o non hanno compreso – i capisaldi dell’etica giornalistica e si fanno protagonisti di colossali e gravissime violazioni di quanto l’Ordine ha posto limiti assoluti all’informazione, come quello dettato dalla Carta di Treviso. Da plaudire in questa vicenda quanto sta facendo l’Ordine regionale dei Giornalisti che ha aperto un fascicolo  su quanto apparso e come sono stati trattati sui media gli sviluppi del delitto che ha visto come vittima l’avvocatessa Raffaela Presta. L’accertamento punta a verificare se nella trattazione dell’evento qualche mezzo di comunicazione abbia violato il codice deontologico e in particolare la Carta di Treviso e il Codice della,Privacy. Qualora ce ne fossero i presupposti, verrà formalmente sottoposto all'attenzione del Consiglio di disciplina territoriale. A chiosa del comunicato dell’OdG Il Presidente dell’Ordine Roberto Conticelli ha detto "In tutte le occasioni nelle quali la notizia riguarda un minorenne  il cronista  è chiamato alla scrupolosa verifica del rispetto delle carte deontologiche della categoria, in particolare Carta di Treviso  e Codice della Privacy.  Non è concessa alcuna deroga ed ogni eventuale violazione verrà immediatamente segnalata agli organi competenti".