Romena vive e dorme nella sala d’attesa della stazione di Città di Castello

La donna ha rifiutato una struttura di accoglienza e il pagamento di un biglietto ferroviario per raggiungere l’Ambasciata della Romania a Roma
Città di Castello

Continua a far discutere la vicenda della badante di nazionalità romena che da tempo si è accampata all'interno della sala d'attesa della stazione ferroviaria di Città di Castello.
La situazione è conosciuta alle forze dell'ordine ai vigili urbani e alle assistenti sociali. Ad oggi questi soggetti hanno rivendicato la loro impossibilità ad intervenire".
Nella sua risposta il Comune precisa che si è attivata per la "verifica anagrafica presso il Comune di provenienza della donna rilevando che la stessa risulta priva di residenza; c'è stato un colloquio di due assistenti sociali in presenza della polizia municipale proponendo l'immediato collocamento in una struttura di accoglienza resasi disponibile, oppure il pagamento di un biglietto ferroviario per raggiungere l'Ambasciata della Romania a Roma, soluzioni rifiutate categoricamente dalla stessa che ha dichiarato dì "non voler niente e di non avere alcuna intenzione di spostarsi".
Si precisa che l'ente comunale, nella figura del sindaco, non ha facoltà di disporre e fare esercitare alcun potere coercitivo verso una persona se non per gravi urgenti motivi di carattere sanitario e esclusivamente su proposta degli organi sanitari deputati. Sì sollecita l'Ente proprietario ad esercitare i propri poteri e doveri di vigilane/a e custodia dello stabile ed eventuale sgombero".