L'ospedale di Città di Castello non deve diventare un lazzaretto

Oltre al Coronavirus vi sono tante altre patologie da curare
Città di Castello

“L'ospedale di Città di Castello non può essere solo adibito per malati covid”, è questo il grido d'allarme lanciato dal sindaco e da altri esponenti della Giunta a seguito delle voci che vedrebbero la Regione orientata in tal senso.

Sui 30 posti di terapia intensiva ne sono occupati 28 e i malati vengono al di fuori del territorio penalizzando quanti hanno bisogno di ricoveri di altra natura.

La sanità locale non può essere sguarnita, affermano all'unisono gli esponenti politici tifernati, in quanto vi sono tante altre patologie da seguire e non bisogna fare lo sbaglio del passato di chiudere i vari reparti.

Un altro problema è costituito dalle residenze per anziani, spesso focolaio di infezioni, a seguito delle quali si è adottata la formula dell'assistenza domiciliare.

Il grido d'allarme che viene lanciato da Città di Castello è quello di non trascurare nessuno dal punto di vista sanitario a causa del covid.