Città di Castello: prosegue la querelle tra Bartolini e Bacchetta

Il PD propone maggiore unità e collaborazione
Città di Castello

Continua la diatriba tra l'ex assessore Monica Bartolini e il sindaco di Città di Castello, Luciano Bacchetta.

E intanto gli esponenti del Partito Democratico provano a proporre tavoli telematici e invitano a superare le divisioni.

"La dichiarazione rilasciata dal sindaco Bacchetta sulle mie dimissioni - ha dichiarato l'ex assessore Bartolini, come si legge nel Corriere dell'Umbria - conferma la bontà della mia decisione e la valutazione che ho della persona che guida la nostra città".

Luciano Bacchetta avrebbe infatti sottolineato le continue assenze dell'ex assessore, "aggiungendo valutazioni sulla qualità del mio impegno istituzionale che ho trovato ingiuste".

Monica Bartolini, a sostegno della propria tesi, ha precisato di aver partecipato ai lavori di giunta "180 volte su un totale di 270 sedute, con una percentuale del 67%", affermando di essersi assentata per periodi a volte prolungati a causa di seri motivi di salute.

La provocatoria replica di Bacchetta non si è fatta attendere: "Un indimenticabile personaggio della mia infanzia, un pupazzo che si chiamava Provolino, diceva sempre: 'Boccaccia mia statti zitta'. Ci atterremo a questo. I grandi vecchi non parlino per ventriloqui. Pensiamo a cose serie".

"Abbiamo l'obbligo di servire nel migliore dei modi la nostra città" ha commentato il segretario Pd tifernate, Mauro Mariangeli, che ha parlato di uno spettacolo poco edificante e di un gruppo di maggioranza "terremotato".

"Il Pd si farà promotore - ha aggiunto il segretario Pd - di tavoli telematici e confronti con tutte quelle forze di centrosinistra che vorranno elaborare un progetto per il futuro di Città di Castello".

Sono intervenuti nella questione anche Rifondazione Comunista e Sinistra per Castello: "Vogliamo tentare di unire e non dividere, in particolare in momenti gravi come questi, caratterizzati dalla crisi economica e sociale dettata dalla pandemia e per continuare a dare a Città di Castello un governo illuminato progressista di sinistra".

Andrea Lignani Marchesani (FdI) ha poi aggiunto: "Tutti devono prendere atto che Città di Castello non può permettersi per mesi una presunta maggioranza vista la difficile situazione. Si può comprendere la volontà del sindaco di andare avanti e non concludere ingoloriosamente la propria esperienza, ma la città ha bisogno di un governo adeguato ai bisogni attuali e non alle alchimie politiche".