Coronavirus, quarantenne alla Polizia che lo ferma: «Meglio il carcere che la fame»

L'uomo è evaso dai domiciliari per andarsi a costituire: “A casa non ho da mangiare”
Città di Castello

Una triste storia ai tempi del Coronavirus. L'emblematica vicenda è riportata oggi dal Corriere dell'Umbria che racconta di un quarantenne che a Città di Castello si è fatto arrestare per poter usufruire di un pasto, dopo giorni di digiuno. L'uomo è stato fermato sabato sera dalla polizia mentre, con due borsoni in mano, stava attraversando la strada. Gli agenti, impegnati nei controlli per il rispetto delle restrizioni previste dal Decreto anti-Covid, lo hanno fermato e subito riconosciuto. L’uomo, una sfilza di precedenti penali alle spalle, era finito ai domiciliari per furto giusto lo scorso gennaio e di certo non sarebbe potuto stare in un posto diverso dalla sua abitazione.
Ma lui si è giustificato così: “Sto andando dai carabinieri per costituirmi”, ha spiegato ai poliziotti. Aggiungendo che erano due giorni che non mangiava. Da quando era finito ai domiciliari si era sempre arrangiato come poteva, senza chiedere aiuto a nessuno. Ma ora le sue scorte alimentari erano finite e da qualche giorno la fame cominciava a farsi sentire. Il quarantenne, nonostante la spiegazione fornita, è stato arrestato. Ieri mattina il processo per direttissima da remoto. L’imputato era assistito da un legale d’ufficio, l’avvocato Dario Epifani. Il giudice Marco Verola ha convalidato l’arresto. Per il quarantenne, che ha patteggiato la pena, oltre al danno la beffa: è stato condannato a un anno e quattro mesi di reclusione ma costretto a tornare ai domiciliari in attesa che venga trovata una struttura idonea ad ospitarlo.