Post-Coronavirus, le 8 raccomandazioni Ue per ripartire

Prima fra tutti: il ritorno alla normalità deve essere graduale
Bruxelles

Le 8 raccomandazioni dell'Unione Europea per ripartire. Il documento contiene otto suggerimenti indirizzati agli Stati dell'Ue.
La prima condizione è che il ritorno alla normalità post virus debba essere graduale.
Si consiglia di allentare progressivamente le misure di isolamento, adottare orari diversificati nel mondo del lavoro, protezione prolungata per i gruppi più vulnerabili, dispositivi di protezione individuale e applicazioni su smartphone per tracciare i contagiati.

Queste sono solo alcune delle raccomandazioni contenute nella road map stilata dalla Commissione europea per ripartire dopo la pandemia provocata dal nuovo coronavirus.

Come sottolinea il quotidiano Avvenire, la ricetta di Bruxelles per tornare alla normalità ruota attorno a un pilastro: l'allentamento graduale delle disposizioni prese dai vari governi dell'Eurozona. Impensabile una sorta di "libera tutti" che, a detta degli esperti, non farebbe altro che aumentare i contagi. Si tratta semmai di mettere sul tavolo un quadro per assicurare una sorta di coordinamento a livello europeo.

Il piano sarà illustrato nelle prossime ore. Il documento, formato da una decina di pagine e intitolato ''Comunicazioni su una tabella di marcia verso la soppressione delle misure di contenimento da Covid-19'', contiene otto suggerimenti indirizzati agli Stati dell'Ue. Si tratta ovviamente di raccomandazioni, visto che la sanità, secondo il trattato Ue, è una competenza nazionale.

I suggerimenti di Bruxelles

  1. La prima raccomandazione è che il ritorno alla normalità deve essere graduale. L'allentamento deve avvenire cioè per piccoli passi, ''con tempo sufficiente tra l'uno e l'altro, ad esempio un mese''.
  2. La seconda raccomandazione implica che ''le misure generalizzate siano sostituite da altre mirate''. A questo proposito l'isolamento dovrà proseguire solo per gli anziani e i malati cronici, così come le persone con diagnosi o sintomi moderati. Nel testo si parla anche della creazione di ''una rete per il tracciamento dei contatti attraverso applicazioni di telefonia mobile'' su base volontaria, capace di avvisare i cittadini in merito al rischio di potersi imbattere con persone infette.
  3. Terza raccomandazione: la soppressione delle misure dovrebbe tener conto delle specificità nazionali (i territori più a rischio dovrebbero ripartire più tardi).
  4. Per quanto riguarda i controlli di frontiera che molti Stati hanno reintrodotto ''devono essere rimossi in modo coordinato''. Quando la situazione epidemiologica di regioni di confine convergeranno, allora si potrà pensare di riaprire i confini esterni.
  5. Nella quinta raccomandazione si spiega che non tutta la popolazione ''dovrebbe tornare a lavoro allo stesso tempo''. Prima tornino in campo i gruppi e i settori ''meno in pericolo ed essenziali''.
  6. Nel sesto consiglio si parla di un progressivo allentamento del divieto di assembramenti, differenziando per categorie (da scuole a ristoranti).
  7. La settima raccomandazione parla della necessità di proseguire con un'intensa comunicazione così da convincere le persone che ''si devono proseguire gli sforzi per prevenire la diffusione del virus'', continuando ad esempio a indossare mascherine.
  8. Ultimo degli otto consigli: monitorare le azioni intraprese.