Picchia brutalmente la moglie, 36enne arrestato a Bastia Umbra

La donna chiede aiuto alla Polizia: “Mi vuole ammazzare”
Bastia Umbra

Nella serata di mercoledì 15 settembre, presso la Sala Operativa del Commissariato PS Assisi, giungeva la richiesta d’aiuto di una donna che al telefono gridava disperata il suo nome prima che la chiamata si interrompesse bruscamente.

L’operatore riusciva a ricontattare il numero chiamante a cui rispondeva la stessa donna che, piangendo, implorava aiuto perché stava per essere ammazzata.

L’agente di polizia, capita la gravità della situazione, mentre cercava di tranquillizzarla, chiamava la Squadra Volante impegnata nel servizio di controllo del territorio e la inviava subito all’indirizzo rintracciato nel centro di Bastia Umbra.

Gli agenti, giunti immediatamente sul posto, approfittando dell’uscita di un condomino dall’abitazione segnalata, riuscivano ad entrare nell’abitazione. Alla porta si presentava una donna con il volto tumefatto, il labbro inferiore con una grossa lacerazione dal quale usciva copiosamente sangue. La donna si portava anche le mani sulla testa per il forte dolore lamentato.

Dietro di lei il marito, un 36enne italiano, già noto alle forze dell’ordine per i suoi precedenti di polizia, cominciava ad insultare la donna per le sue origini straniere e, in preda all’ira e allo stato di alterazione dovuta all’abuso di alcolici, tentava nuovamente di scagliarsi contro la donna, ma veniva prontamente bloccato dagli agenti.

La donna, una 27enne, di origini albanesi, messa in sicurezza, raccontava ai poliziotti di essere stata ferocemente picchiata dal marito. L’uomo era uscito di casa verso sera per andare a pagare la bolletta ed era rincasato poco dopo. Lei gli aveva chiesto dove fosse andato e a quel punto la violenza.

L’uomo, senza motivo, la aggrediva colpendola con forti calci e pugni in tutte le parti del corpo fino a farla cadere a terra e anche, a quel punto, il marito continuava ad inveire su di lei, continuando a colpirla con calci al costato e al volto. La donna riusciva a rialzarsi e a rifugiarsi in camera da letto, dove però veniva raggiunta dall’uomo che la picchiava con schiaffi al costato e al volto, riuscendo a strapparle dalle mani il telefono con cui la povera donna aveva provato a chiamare il 112.

Accortosi della richiesta d’intervento della polizia, il marito le sferrava ancora calci e pugni in tutto il corpo.

I segni della violenta colluttazione avevano lasciato traccia in tutta la casa, completamente a soqquadro. Anche le sponde della culla del loro bambino di un anno erano tutte danneggiate. La donna raccontava agli agenti che si erano rotte a seguito della caduta dell’uomo, spinto dalla donna durante la colluttazione nel tentativo di difendersi. Il bambino invece era rimasto tutto il tempo in soggiorno.

La donna raccontava che quello non era il primo episodio di violenza ma non si era mai rivolta alle Forze dell’Ordine perché sperava, in tal modo, di tenere unita la sua famiglia. Negli ultimi mesi, però, la situazione era peggiorata e diventata insostenibile.

La 27enne, con le orbite oculari ormai semichiuse per le ecchimosi, è stata condotta presso il locale Pronto Soccorso dove le sono state refertate lesioni alle labbra e al volto con prognosi di dieci giorni. Al termine delle cure è stata accompagnata, con il figlio, presso un’abitazione protetta.

L’uomo è stato arrestato per il reato di maltrattamenti in famiglia e su disposizione del P.M. di turno sottoposto ai domiciliari in attesa del giudizio di convalida.