Istruzione in Italia, centrato obbiettivo Europa 2020: spesa al 3,6% del Pil

Secondo i dati del dossier “Noi Italia” dell’Istat
Attualità

Sono stati diffusi i dati del dossier “Noi Italia” dell’Istat dai quali si ricava che nel 2013 la spesa pubblica in istruzione ha pesato sul Pil per il 3,6% a livello nazionale, e ha raggiunto il 6,0% nel Mezzogiorno - dove è più numerosa la popolazione in età scolare - e scende al 2,7% al Nord-ovest, unica ripartizione in cui l'incidenza della spesa è leggermente aumentata nell'ultimo anno.

Prosegue invece il miglioramento del livello di istruzione degli adulti. La quota di 25-64enni che hanno conseguito al massimo la licenza media è scesa dal 51,8% del 2004 al 40,5% del 2015 ma sfiora il 50% nel Mezzogiorno (48,8%). Oltre la metà dei giovani 15-24enni è impegnata in un percorso di formazione superiore; i tassi di partecipazione sono piu' alti nel Centro-Nord, in particolare in Emilia-Romagna e Lazio. Nel 2014 la quota di giovani che ha abbandonato precocemente gli studi in Italia è scesa al 15% (17,7% tra gli uomini e 12,2% tra le donne), superando l'obiettivo nazionale del 16% fissato dalla Strategia Europa 2020. Sono oltre 2,3 milioni (25,7% del totale) i giovani 15-29enni che nel 2015 non si sono inseriti in un percorso scolastico e/o formativo e non sono impegnati in un'attività lavorativa. L'incidenza è più elevata tra le donne e nel Mezzogiorno. Fra i 30-34enni, il 25,3% ha conseguito un titolo di studio universitario nel 2015, un valore che si avvicina molto al 26% stabilito dalla stessa Strategia europea come obiettivo per l'Italia. L'aggiornamento durante l'arco della vita, fattore decisivo per l'integrazione nel mercato del lavoro, interessa nel 2014 l'8,0% degli italiani tra i 25 e i 64 anni, valore in aumento ma ancora sotto la media europea (10,7).