La Corte d’Appello conferma il licenziamento della dipendente comunale

La donna fu esclusa senza preavviso dal lavoro con l'accusa di truffa aggravata e assenteismo
Assisi

La Corte d’Appello di Perugia, confermando la sentenza del Tribunale, ha dato un’altra volta ragione al Comune di Assisi, dichiarando legittimo il licenziamento per assenteismo della dipendente C.S.. La donna fu esclusa senza preavviso dal lavoro con l'accusa di truffa aggravata e per aver attestato falsamente la sua presenza in servizio mentre in realtà si recava in palestra o a fare altro.
L’addebito riguardava l’orario di uscita dal lavoro e in particolare il fatto che in quattro giorni, del marzo del 2017, la dipendente era uscita dall’ufficio alle 17 attestando falsamente di essere stata presente fino alle 18.
Su questo punto, come su tutti gli altri, la Corte ha confermato l’operato del Comune, vale a dire il licenziamento immediato. 
I fatti risalgono al 21 settembre del 2017, quando il Comune, in applicazione della legge Madia, decise di interrompere immediatamente il rapporto di lavoro con la dipendente senza attendere gli esiti del processo penale.
La dipendente aveva subito impugnato il licenziamento ma il tribunale con ordinanza del 23 aprile del 2018 respinse il ricorso. Un mese dopo la stessa aveva proposto opposizione e il Tribunale il 4 febbraio scorso le aveva dato di nuovo torto. Il ricorso in appello contro l’ultima sentenza, con la decisione della Corte che conferma la legittimità del licenziamento in tronco e sconfessa la tesi difensiva e mette la parola fine alla vicenda.