L’omaggio delle Frecce Tricolori a san Francesco d’Assisi, patrono d’Italia

Alcuni frati sul prato della Basilica, altri affacciati alle finestre, tutti con il naso all’insù ad ammirare questo spettacolo straordinario
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Assisi

Per la prima volta le Frecce Tricolori hanno sorvolato Assisi e l'hanno colorata con i sentimenti dell’amore, della gratitudine e della speranza.
Come si legge nel sito "alcuni frati sul prato della Basilica, altri affacciati alle finestre, tutti con il naso all’insù ad ammirare questo spettacolo straordinario. Il nostro grazie va ai piloti, al Generale S.A. Leonardo Tricarico, al Generale del Corpo d’Armata dell’Aeronautica Alberto Rosso e al Ministro della Difesa Lorenzo Guerini".

E’ vero che Assisi non è capoluogo, ma oggi rappresenta il cuore pulsante di una Italia che vuole ricominciare, e che vede in Francesco: “il più italiano dei santi, il più santo degli italiani” per descriverlo con le parole di Vincenzo Gioberti.  

Se in cielo ci sono i colori, nella cripta arde la Lampada votiva che rischiara il luogo dove riposano le spoglie mortali del Poverello di Dio. Per un intero anno la Lampada arde con l’olio offerto, a nome di tutti gli italiani, dagli abitanti della regione che ha offerto l’olio. La suggestiva cerimonia si ripete dal 4 ottobre 1939, anno in cui i comuni italiani offrivano al loro Patrono l’artistica Lampada alla cui coppa gira tutt’intorno il verso dantesco Altro non è che di suo lume un raggio (Par. XXVI,33). Il linguaggio del Divin Poeta mette bene in evidenza il simbolismo che si è voluto dare alla Lampada e alla cerimonia nella sua annuale riaccensione: l’Italia tutta ravvisa nel Poverello di Dio il mistico «sole» che, levatosi ad Assisi come da «oriente» (Par. XI, 50-54).

Oggi, anniversario della Dedicazione della Basilica, che vorrei definire “tetto del mondo”, la coincidenza è il più bel discorso, l’omaggio più forte che la nostra Italia abbia potuto rendere a San Francesco: il passaggio delle Frecce Tricolori, che hanno disegnato nel cielo terso la bandiera nazionale, ha significato molto in questo periodo difficile per l’Italia e il mondo intero.

“Questa Basilica, con il suo particolare linguaggio,” - ci dice padre Carlos Trovarelli, Ministro Generale dell’Ordine dei Conventuali – “è chiamata a dialogare con il mondo: con i credenti, con i non credenti, con le persone di buona volontà, con quelli che onorano la pace, con quelli che cercano delle alternative di vita più umane e giuste, con quelli che vogliono essere imitatori di Cristo sulle orme di San Francesco.”

La pandemia che stiamo attraversando ha aggravato la povertà esistente e ne ha creata di nuova. Un momento drammatico, che ci viene raccontato ogni giorno dalla migliaia di lettere che giungono alla nostra redazione: persone che cercano vicinanza, un supporto, un affidamento al Poverello.

Oggi il nostro senso di gratitudine interpreta i sentimenti degli italiani, che volano nel cielo di Assisi assieme alle Frecce.