Assisi: tensione dei commercianti per effetti Covid

Per molti c'è la paura di infiltrazione mafiosa
Assisi

Continuano le proteste dei commercianti del centro storico di Assisi che, ancora oggi, sono in attesa dei ristori da parte del Governo.

Ieri sera, giovedì 10 dicembre, i negozianti hanno presenziato in televisione per far sentire la loco voce riguardo alla critica situazione che stanno vivendo.

Il presidente della Confcommercio di Assisi e Valfabbrica, Vincenzo Di Santi, ha manifestato la propria preoccupazione: "La crisi è forte per il settore commerciale e per i piccoli negozi, molti gravati anche da affitti a cifre iperboliche; i tempi di recupero si preannunciano lunghi".

Paura, soprattutto, per le possibili infiltrazioni malavitose che potrebbero approfittare della crisi.

"Quanto sta accadendo in questo periodo va tenuto d'occhio con una lente 'bifocale' - ha aggiunto il presidente Di Santi -. Da un lato ci possono essere multinazionali, grandi gruppi che possono pensare ad acqusizione, e questo potrebbe aprire delle opportunità. Ritengo però che potrebbero esserci spazi per il malaffare e questo va scongiurato. Occorre essere vigili, osservare le dinamiche che possono sviluppare in questi mesi. Non dobbiamo dimenticare che c'è un protocollo di legalità, sottoscritto da Prefettura di Perugia e Comune di Assisi, che può essere di aiuto per evitare questo tipo di infiltrazione nel nostro territorio".

LE PROTESTE DEI COMMERCIANTI

Venerdì 27 novembre i commercianti erano già scesi in piazza per chiedere misure adeguate e ristori per fronteggiare la situazione economica della categoria, ormai in forte crisi.

La città, conosciuta in tutto il mondo e famosa per il turismo, sta soffrendo duramente a livello economico a causa delle chiusure imposte dall'ultimo DPCM e duemila persone rischiano di rimanere senza lavoro.

è l'hashtag ufficiale che ha accompagnato la manifestazione dei commercianti assisani, e, più in generale, dei commercianti umbri.

Le principali associazioni angelane si erano appellate, in quell'occasione, alla popolazione, chiedendo di fare acquisti, in occasione del Black Friday del 27 novembre e del Natale, nei negozi di vicinato e non online, in modo tale da supportare l'economia locale.