Le opposizioni in Assemblea legislativa sollecitano la Giunta: “Serve chiarezza su ricadute occupazionali e piano industriale. Troppo silenzio dalla maggioranza”
I gruppi consiliari di centrodestra dell’Assemblea legislativa dell’Umbria (Lega, FDI, FI, TP-UC) hanno presentato una richiesta di convocazione urgente in Seconda Commissione dei vertici di Unicoop Etruria, delle rappresentanze sindacali e dell’assessore regionale allo Sviluppo economico Francesco De Rebotti. L’iniziativa nasce dalla necessità di acquisire informazioni puntuali e avviare un confronto approfondito sulla decisione della cooperativa di procedere alla chiusura di numerosi punti vendita Coop Centro Italia e Superconti.
Il piano annunciato comporterebbe una riduzione del personale nelle sedi amministrative di Vignale e Castiglione del Lago per un totale di circa 180 unità. Per la rete commerciale, è prevista la dismissione di 24 punti vendita, di cui 10 in Umbria, con un impatto complessivo su circa 340 dipendenti. Numeri che, sottolineano le opposizioni, delineano una situazione “di grave allarme economico e sociale” per centinaia di lavoratori e per i territori coinvolti.
I rappresentanti del centrodestra criticano il comportamento della Giunta regionale, denunciando “l’imbarazzante silenzio” da parte dell’assessore competente e delle forze politiche di maggioranza, che – evidenziano – non sarebbero intervenute pubblicamente per informare sull’evoluzione della vicenda, esprimere vicinanza ai dipendenti o illustrare eventuali iniziative istituzionali per tentare di arginare la crisi.
“È inaccettabile – affermano – che di fronte a una situazione di tale portata non sia stata data alcuna risposta ai lavoratori né alle comunità interessate. La Regione non può restare immobile.” Le opposizioni ribadiscono quindi la necessità di garantire la massima trasparenza sul piano industriale, chiedendo che l’audizione diventi un passaggio fondamentale per pretendere chiarimenti e impegni concreti sia da Unicoop Etruria sia dall’esecutivo regionale.
L’obiettivo, concludono i consiglieri, è tutelare il tessuto economico locale e dare voce alle preoccupazioni di chi rischia di subire in modo diretto le conseguenze della riorganizzazione.





