Presentato a Perugia il programma che integra sociale e sanità. Proietti: “Svolta culturale e operativa”. Investimenti su vita indipendente, lavoro, scuola e accessibilità
Una “svolta culturale e operativa” nelle politiche per la disabilità. Così la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha presentato a Palazzo Broletto “Umbria per tutti”, il nuovo piano d’azione regionale per l’attuazione dei diritti delle persone con disabilità.

Il piano prevede oltre 14 milioni di euro aggiuntivi nel triennio 2026-2028, frutto di riprogrammazione di fondi e risorse regionali, anche per compensare ritardi nazionali nei trasferimenti. “Abbiamo scelto una governance unitaria e innovativa, capace di integrare dimensione sociale e sanitaria – ha spiegato Proietti – mettendo al centro i bisogni concreti e il progetto di vita delle persone”.

Il programma si fonda sui principi della Convenzione Onu e si articola in quattro pilastri: vita indipendente, istruzione e formazione al lavoro, mobilità e accessibilità universale con piena partecipazione alla vita sociale e culturale, diritto alla salute. Centrale il percorso partecipato che ha coinvolto associazioni, famiglie e persone con disabilità.
Sul fronte occupazionale, l’assessore allo Sviluppo economico Francesco De Rebotti ha annunciato 3,5 milioni di euro per l’inserimento lavorativo stabile e qualificato: “Non è spesa, ma investimento su autonomia e cittadinanza piena”. Le risorse sosterranno percorsi personalizzati in collaborazione con imprese e terzo settore.
Il piano mobilita complessivamente quasi 26 milioni di euro di fondi FSE 2021-2027 per l’inclusione (oltre 7 milioni in più rispetto alla precedente programmazione) e 18 milioni del PRINA 2026-2028 (+6 milioni). A questi si aggiungono stanziamenti regionali e ministeriali per il “Dopo di noi”, il Fondo Autismo, l’inclusione delle persone sorde e con ipoacusia e la sperimentazione del D.Lgs 62/2024 sul progetto di vita personalizzato.
“L’obiettivo – ha concluso Proietti – è fare dell’Umbria un modello nazionale, dimostrando che l’attuazione dei diritti può diventare un motore di crescita e coesione per l’intera comunità”.




