Approvata la risoluzione della maggioranza: la Giunta sollecitata a riaprire il confronto con Mit, Lazio, comitati e associazioni. Opposizione astenuta
L’Assemblea legislativa dell’Umbria chiede un intervento deciso e coordinato per affrontare le gravi criticità del servizio ferroviario regionale e interregionale. Con 12 voti favorevoli della maggioranza e 8 astensioni dell’opposizione, l’Aula ha approvato una proposta di risoluzione che impegna la Giunta regionale a reiterare la richiesta di un tavolo di confronto congiunto tra Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Regioni Umbria e Lazio, comitati dei pendolari e associazioni di categoria.
L’atto di indirizzo, predisposto dalla presidente della Seconda commissione Letizia Michelini e condiviso dai gruppi di maggioranza, nasce dalle segnalazioni sempre più pressanti dei pendolari umbri, in particolare sulla tratta Roma–Terni, alle prese con ritardi cronici, soppressioni e frequenti deviazioni sulla linea lenta.
Nel dettaglio, la risoluzione chiede alla Giunta di sollecitare Trenitalia per la consegna dei nuovi convogli ordinati nel 2018 entro tempi certi, di rilanciare le proposte regionali finora respinte da Rfi e Trenitalia e di verificare il rispetto del contratto di servizio, con particolare attenzione agli indicatori di puntualità, soppressioni e qualità complessiva del servizio. Tra gli impegni indicati anche il rafforzamento della comunicazione all’utenza in tempo reale durante i disservizi e la revisione delle procedure di rimborso, con l’introduzione di forme di indennizzo automatico per gli abbonati.
Illustrando il documento in Aula, Michelini ha ricordato le audizioni svolte in Commissione con i rappresentanti del comitato “Vita da Pendolari” di Terni e con l’assessore regionale ai trasporti Francesco De Rebotti. «Ci è stato rappresentato un progressivo deterioramento del servizio negli ultimi anni – ha spiegato – che incide pesantemente sulla qualità della vita dei pendolari. È necessario un intervento congiunto di Regione, Governo nazionale e Regioni limitrofe per soluzioni strutturali, non solo tampone».
Dal fronte dell’opposizione, il relatore di minoranza Enrico Melasecche ha annunciato l’astensione della Lega, criticando però l’impostazione della maggioranza. Secondo Melasecche, la situazione sarebbe peggiorata soprattutto nel 2025 e non negli anni precedenti, e la risoluzione rischierebbe di scaricare sull’assessore responsabilità che, a suo dire, derivano da dinamiche nazionali e dagli effetti dei cantieri Pnrr. «I pendolari non possono pagare il prezzo dei lavori – ha affermato – e Trenitalia deve garantire rimborsi ogni volta che le regole lo prevedono».
Diversa la lettura del capogruppo Pd Cristian Betti, che ha rivendicato il valore politico dell’atto approvato. «L’Assemblea conferisce un mandato chiaro all’assessore – ha detto – rafforzandolo nel confronto con il Ministero, che su questa vicenda deve assumere un ruolo più attivo e responsabile».
Nel dibattito sono intervenuti anche i rappresentanti di Avs e Forza Italia, con posizioni critiche sul metodo e sul merito, mentre l’assessore De Rebotti ha ribadito la necessità di “governare i processi” e di una regia nazionale per riequilibrare l’utilizzo della direttissima Orte–Roma, oggi congestionata dai treni a mercato dell’alta velocità. «Il viaggio dei pendolari umbri è diventato imprevedibile – ha spiegato – e senza un tavolo tecnico-politico con il Ministero non sarà possibile garantire il diritto al trasporto pubblico su ferro».
La risoluzione approvata, pur senza il voto favorevole dell’opposizione, punta ora a rafforzare il pressing istituzionale sul Governo, nella consapevolezza che il nodo dei collegamenti ferroviari umbri resta una delle questioni più sensibili per lavoratori e studenti della regione.

























