Sterlini, Colasanti, Mengaroni e Severoni cambiano gruppo ma confermano il sostegno al sindaco. Severoni capogruppo. Il PD attacca sulla tenuta della maggioranza, FdI: «Ora si parli dei problemi della città»
Cambia ancora la geografia politica della maggioranza a Palazzo Spada. Andrea Sterlini, Andrea Colasanti, Federica Mengaroni e Marina Severoni lasciano il gruppo consiliare di Alternativa Popolare e danno vita a “Con Bandecchi per Terni”.
La comunicazione del passaggio, effettuata richiamando l’articolo 45 del regolamento comunale, apre così una nuova fase all’interno della coalizione che sostiene il sindaco Stefano Bandecchi. Non cambia, almeno nelle intenzioni dichiarate dai quattro consiglieri, il sostegno all’amministrazione. A cambiare è invece il contenitore politico attraverso il quale intendono proseguire l’ultima parte della consiliatura.
Severoni capogruppo, Sterlini vice
Il nuovo gruppo sarà guidato da Marina Severoni, scelta come capogruppo, mentre Andrea Sterlini ricoprirà il ruolo di vice. Sterlini e Andrea Colasanti, peraltro, tornano sotto una denominazione che conoscono bene: entrambi erano infatti candidati alle elezioni comunali del 2023 proprio nella lista “Con Bandecchi per Terni”. Differente il percorso degli altri due componenti: Severoni era stata eletta con Alternativa Popolare, mentre Federica Mengaroni proveniva dalla lista Terni per loro.Quattro percorsi diversi che ora confluiscono nello stesso gruppo consiliare.
«Serve un nuovo impulso all’azione amministrativa»
Nella nota con cui hanno spiegato la decisione, i quattro consiglieri indicano come obiettivo quello di imprimere un nuovo impulso all’attività amministrativa nella parte conclusiva del mandato. Sul tavolo, sostengono, ci sono ancora numerosi dossier strategici per Terni e la necessità di rendere l’azione della maggioranza più coordinata, incisiva e trasparente, anche sul fronte della rappresentanza istituzionale e della comunicazione. Marina Severoni ha collegato la scelta anche alle recenti posizioni politiche espresse dal sindaco sul futuro di Alternativa Popolare a Terni. Il messaggio politico dei quattro è comunque netto: il cambio di gruppo non equivale a un passaggio all’opposizione. Sterlini, Colasanti, Mengaroni e Severoni dichiarano infatti di voler continuare a sostenere Bandecchi e il programma amministrativo con cui l’attuale maggioranza si era presentata agli elettori.
Da Alternativa Popolare al nuovo contenitore: cosa cambia nella maggioranza
La nascita di “Con Bandecchi per Terni” assume un significato che va oltre una semplice modifica nella disposizione dei gruppi in Consiglio. Ancora nel gennaio 2026 lo stesso Bandecchi aveva ribadito pubblicamente che il gruppo consiliare avrebbe mantenuto il riferimento ai valori di Alternativa Popolare, distinguendo quella presenza dal percorso politico avviato con Dimensione.
Ora quattro consiglieri scelgono invece una denominazione direttamente legata al sindaco. Un passaggio destinato inevitabilmente ad alimentare il confronto sulla fisionomia politica della maggioranza nella fase finale della consiliatura.
Il PD attacca: «Qual è oggi il progetto politico della maggioranza?»
La prima lettura critica arriva dal Partito Democratico. Per il gruppo consiliare dem la nascita di “Con Bandecchi per Terni” non può essere considerata soltanto una riorganizzazione interna. Il PD la inserisce infatti nella sequenza di cambiamenti che hanno caratterizzato la consiliatura, richiamando l’azzeramento della Giunta, i successivi rimpasti, le uscite degli assessori e le modifiche intervenute nella composizione politica della maggioranza. La domanda posta dall’opposizione è soprattutto politica: che cosa tiene insieme oggi la coalizione che governa Terni, oltre al sostegno a Stefano Bandecchi?
Il PD chiede inoltre se l’attuale configurazione della maggioranza possa ancora essere considerata coincidente con quella proposta agli elettori alle amministrative del 2023. Secondo i democratici, la città avrebbe bisogno soprattutto di un quadro politico stabile, trasparente e riconoscibile, capace di concentrarsi sui problemi di cittadini, famiglie, imprese e associazioni.
FdI cambia prospettiva: «Ora contano i problemi irrisolti di Terni»
Toni differenti da Fratelli d’Italia, che prende atto del nuovo gruppo ma sceglie di spostare il confronto dal risiko politico ai risultati amministrativi. Per FdI, arrivati a questa fase della consiliatura, ingressi, uscite e cambi di gruppo non possono diventare il principale terreno di discussione.
Il centrodestra indica invece una lunga serie di questioni sulle quali, a suo giudizio, dovrebbe concentrarsi il dibattito: nuovo ospedale, Teatro Verdi, sviluppo industriale ed economico, centro cittadino, turismo, università, infrastrutture, ambiente, adattamento climatico, sicurezza e grandi opere. Almeno alcuni di questi dossier sono effettivamente ancora al centro dell’agenda amministrativa. Sul nuovo ospedale, per esempio, nel 2026 Comune e Regione hanno continuato a confrontarsi sul percorso per la realizzazione della nuova struttura; sul fronte universitario Palazzo Spada ha inoltre annunciato il progetto del quartiere dell’alta formazione al Centro Multimediale.
La posizione di FdI è dunque diversa da quella del PD: meno attenzione alla provenienza politica dei consiglieri e maggiore pressione sui risultati che l’amministrazione sarà in grado di produrre prima della fine del mandato.
Il punto: Bandecchi resta il vero collante?
La nascita di “Con Bandecchi per Terni” non provoca, almeno per ora, una crisi numerica della maggioranza. I quattro consiglieri confermano infatti il sostegno al sindaco e all’amministrazione.
Politicamente, però, il passaggio non è irrilevante. La nuova denominazione riporta direttamente il nome di Bandecchi al centro dell’identità del gruppo e rende ancora più evidente una domanda che accompagnerà probabilmente l’ultima parte della consiliatura: quanto pesa ormai il sindaco, rispetto ai partiti e alle sigle, come elemento di coesione della maggioranza ternana?
È proprio su questo terreno che maggioranza e opposizioni sembrano destinate a misurarsi. Per Sterlini, Colasanti, Mengaroni e Severoni il nuovo gruppo deve servire a rilanciare l’azione amministrativa. Per il PD è invece il sintomo di una maggioranza che ha cambiato più volte pelle. Fratelli d’Italia sceglie una terza strada e invita tutti a guardare ai dossier ancora aperti.
Una cosa, però, è già cambiata: da oggi a Palazzo Spada c’è un nuovo gruppo e porta, ancora una volta, il nome di Stefano Bandecchi.















