Il capogruppo della Lega attacca la presidente Proietti sull’ipotesi di accorpamento delle Aziende sanitarie: “Scelta che indebolirebbe il territorio”
È polemica in Regione sul futuro della sanità umbra e sulla possibile riorganizzazione delle Aziende USL. A sollevare il caso è il capogruppo regionale della Lega, Enrico Melasecche, che accusa la Giunta guidata da Stefania Proietti di voler procedere verso l’accorpamento delle USL di Terni e Perugia in una sede unica a Foligno.
Secondo Melasecche, la presidente della Regione non avrebbe escluso questa possibilità durante la sua visita a Terni per l’inaugurazione di una struttura sanitaria riqualificata.
“Finalmente la maschera è caduta – afferma l’esponente della Lega –. La presidente Proietti, rispondendo alle domande dei giornalisti, non ha smentito l’ipotesi di una sede unica delle due USL. Questo perché l’obiettivo della sinistra è proprio quello di portare avanti questo progetto”.
Per il consigliere regionale si tratterebbe di una decisione destinata ad avere pesanti conseguenze sul territorio ternano. “Parliamo di una scelta gravissima – sottolinea – che priverebbe Terni di un presidio sanitario fondamentale, togliendo alla città uffici, servizi, funzioni decisionali e peso istituzionale”.
Melasecche parla di una nuova centralizzazione a danno dell’Umbria del sud e rilancia la mozione che sarà discussa nei prossimi giorni in Consiglio regionale. Il documento chiede il mantenimento delle due Aziende USL distinte, l’autonomia delle aziende ospedaliere di Perugia e Terni e la permanenza della sede della USL Umbria 2 nel capoluogo ternano.
Il capogruppo leghista torna anche sulle tensioni politiche delle scorse settimane. “Nel precedente Consiglio regionale – dice – la maggioranza aveva fatto mancare il numero legale per evitare il confronto su questo tema. Oggi è evidente il motivo: volevano sottrarsi a una discussione pubblica su un progetto che ritengono difficile da difendere”.
Per Melasecche il rischio concreto è quello di un ulteriore indebolimento di Terni. “Non possiamo permettere che la città venga ulteriormente depotenziata – conclude –. Spostare la sede della USL significherebbe infliggere un colpo durissimo all’intero territorio del centro-sud dell’Umbria”.



















