Il capogruppo della Lega in Assemblea Legislativa critica la delibera della Giunta che rinnova le convenzioni e rafforza il ricorso al privato
Si accende il confronto politico sulla sanità umbra dopo la delibera della Giunta regionale che prevede il rinnovo delle convenzioni con il privato accreditato. A intervenire è il capogruppo della Lega, Enrico Melasecche, che attacca duramente la maggioranza di centrosinistra guidata dalla presidente Proietti.
Secondo Melasecche, la scelta di rafforzare il ricorso alla sanità privata rappresenta una “retromarcia evidente” rispetto alle posizioni sostenute dalla sinistra negli anni passati. “Per cinque anni – sostiene – il centrosinistra ha demonizzato ogni forma di collaborazione con il privato, mentre oggi adotta gli stessi strumenti che contestava”.
Il consigliere regionale evidenzia come, a suo giudizio, le promesse elettorali sul rafforzamento del sistema pubblico e sulla riduzione delle liste d’attesa non abbiano trovato riscontro. “Le attese per visite ed esami risultano aumentate, i servizi ridotti e sempre più cittadini sono costretti a rinunciare alle cure o a rivolgersi al privato”, afferma.
Nel mirino anche la gestione complessiva del settore sanitario. Melasecche parla di una sanità pubblica “in affanno”, nonostante l’impegno degli operatori, e sottolinea il ritardo nelle assunzioni annunciate nei mesi scorsi. Critiche anche alla capacità della Giunta di rispondere all’aumento della domanda di prestazioni, legato in parte all’invecchiamento della popolazione.
Non mancano, infine, osservazioni politiche più ampie. Il capogruppo leghista evidenzia il silenzio delle forze di maggioranza e di alcune organizzazioni sindacali, accusandole di non aver preso posizione su scelte analoghe a quelle contestate in passato al centrodestra.
“La conseguenza – conclude – è che a pagare sono i cittadini umbri, alle prese con un sistema sanitario sotto pressione e difficoltà crescenti nell’accesso alle prestazioni”.
Un intervento che alimenta il dibattito sulla sanità regionale, destinato a restare al centro del confronto politico nelle prossime settimane.




















