I consiglieri regionali Melasecche e Tesei denunciano aumenti di Irpef, Irap e Tari e criticano lo stop al termovalorizzatore
Le decisioni del governo regionale di centrosinistra continuano a incidere in modo significativo sul costo della vita in Umbria. È quanto sostengono i consiglieri regionali della Lega Enrico Melasecche e Donatella Tesei, che intervengono sul tema della fiscalità e della gestione dei rifiuti, parlando di un quadro sempre più gravoso per cittadini e imprese.
Secondo i due esponenti dell’opposizione, agli aumenti di Irpef e Irap, che avrebbero già determinato un aggravio per famiglie, lavoratori, pensionati e attività economiche, si aggiunge ora l’incremento della Tari. Un aumento che, spiegano, rischia di colpire ulteriormente i bilanci domestici e la competitività delle imprese umbre.
I dati richiamati dalla Lega fanno riferimento all’Osservatorio di Cittadinanzattiva, secondo cui nel 2025 la spesa media per la Tari in Umbria si è attestata a 391 euro a famiglia, contro una media nazionale di 340 euro. In particolare, Perugia registra un costo medio di 445 euro, mentre Terni si ferma a 326. Numeri che collocano la regione tra le più care d’Italia per il servizio di gestione dei rifiuti.
Oltre ai livelli tariffari, viene evidenziato anche il trend degli aumenti: nell’ultimo anno la Tari in Umbria sarebbe cresciuta del 5,1%, un valore superiore sia all’inflazione sia alla media nazionale, che si attesta al 3,3%. Le previsioni per il 2026, secondo i consiglieri leghisti, non lasciano spazio all’ottimismo, con un possibile ulteriore incremento stimato fino al 9%.
Nel loro intervento, Melasecche e Tesei tornano anche sulla scelta di interrompere il percorso avviato nella precedente legislatura in merito alla realizzazione di un termovalorizzatore. Una decisione che, a loro avviso, avrebbe privato la Regione di uno strumento utile a contenere i costi del ciclo dei rifiuti e a garantire maggiore stabilità nel lungo periodo. Lo stop al progetto viene definito il risultato di una posizione ideologica che avrebbe avuto ricadute economiche dirette sui cittadini.
Da qui la richiesta rivolta alla maggioranza regionale di rivedere le proprie scelte e di avviare un percorso più pragmatico. L’obiettivo indicato dall’opposizione è quello di costruire una strategia chiara e sostenibile, accompagnata da tempi certi, che consenta di ridurre la Tari e di evitare che agli aumenti fiscali già in atto si sommino nuove inefficienze nel sistema dei servizi pubblici essenziali.





