La maggioranza approva all’unanimità la mozione Proietti: in arrivo tavolo tecnico, linee guida regionali e un osservatorio permanente sull’educazione affettiva e sessuale
L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato all’unanimità, con 11 voti favorevoli espressi dalla sola maggioranza presente in Aula, la mozione dedicata all’educazione affettiva e sessuale nelle scuole della regione. Il testo, presentato da Maria Grazia Proietti (PD) e sottoscritto dai consiglieri Cristian Betti, Francesco Filipponi, Stefano Lisci, Letizia Michelini (PD), Fabrizio Ricci (AVS), Luca Simonetti (M5S) e Bianca Maria Tagliaferri (UDPP), punta a introdurre strumenti permanenti e coordinati per la diffusione di percorsi formativi finalizzati alla prevenzione della violenza di genere.
Il provvedimento impegna la Giunta regionale a istituire un Tavolo tecnico interassessorile (Istruzione, Sanità, Pari Opportunità) con il coinvolgimento dell’Ufficio scolastico regionale, delle Università, dei Centri antiviolenza e delle associazioni specializzate. Obiettivo: redigere Linee guida regionali sull’educazione affettiva e sessuale, in coerenza con la Convenzione di Istanbul, le strategie europee e i piani nazionali di prevenzione.
La Giunta dovrà inoltre:
- integrare nel Programma regionale 2026 di prevenzione e contrasto della violenza di genere un capitolo dedicato alla prevenzione culturale, dotato di risorse dedicate, indicatori e monitoraggio annuale;
- garantire una copertura uniforme dei progetti educativi in tutte le scuole umbre, favorendo la formazione del personale scolastico e sanitario e il raccordo con consultori e servizi USL;
- istituire un Osservatorio regionale permanente sull’educazione affettiva, relazionale e di genere, incaricato di monitorare dati e risultati delle politiche educative;
- inserire la tematica dell’educazione affettiva e sessuale nei piani formativi regionali del personale scolastico, in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale e l’Agenzia formativa Villa Umbra.
Proietti: “La prevenzione richiede un investimento educativo strutturale”
Illustrando il documento, la consigliera Maria Grazia Proietti ha richiamato le parole di Guido Cecchettin, padre di Giulia, uccisa due anni fa: non bastano leggi e pene più severe per prevenire la violenza, serve un cambio culturale profondo, da costruire attraverso l’educazione.
Proietti ha evidenziato come, negli ultimi mesi, il dibattito nazionale sull’educazione affettiva e sessuale sia tornato centrale, anche alla luce delle discussioni in Parlamento sul disegno di legge presentato dal ministro Valditara. La consigliera ha ricordato il caso dell’emendamento che vietava i percorsi di educazione sessuale nelle scuole medie, poi ritirato dopo numerose critiche, ma ha sottolineato che l’introduzione dell’obbligo del consenso scritto delle famiglie potrebbe comunque limitare la diffusione dei progetti.
L’Italia, ha aggiunto Proietti, è ancora in ritardo nell’applicazione della Convenzione di Istanbul, che impone agli Stati di promuovere percorsi educativi sull’uguaglianza di genere e il rispetto reciproco in tutte le scuole. A livello regionale, la mozione si inserisce nel solco del Programma 2025 di prevenzione e contrasto della violenza di genere (delibera di Giunta n. 510/2025), che già prevede iniziative rivolte ai giovani.
La consigliera ha però espresso rammarico per l’assenza dell’opposizione in Aula: “Non è un bel segnale”.
Gli interventi in Aula
Fabrizio Ricci (AVS): “Serve ascolto nelle scuole e meno superficialità nel dibattito pubblico”
Ricci ha criticato le recenti dichiarazioni di alcuni membri del Governo, giudicate minimizzanti rispetto alla gravità della violenza di genere. Ha sottolineato l’importanza dell’educazione sesso-affettiva come strumento di prevenzione, evidenziando il ruolo centrale delle associazioni femministe e dei centri antiviolenza, che nelle scuole colgono segnali preoccupanti: normalizzazione di atteggiamenti violenti e fenomeni come il sexting non consensuale, confermati anche da recenti indagini Ipsos e CNR.
Bianca Maria Tagliaferri (UD-PP): “La scuola osserva da vicino il disagio dei giovani”
Con un’esperienza quarantennale nel mondo scolastico, Tagliaferri ha parlato di un aumento di rabbia e violenza tra gli adolescenti. Le scuole, già oggi, svolgono attività di educazione affettiva per rispondere a un bisogno crescente, delegando la parte più tecnica dell’educazione sessuale a esperti qualificati. L’educazione affettiva – ha ricordato – aiuta a gestire emozioni, stress, ansia e a contrastare la solitudine, spesso alimentata da un uso eccessivo dei social.
Letizia Michelini (PD): “Aula vuota su temi che riguardano la salute psicologica dei giovani”
Michelini ha stigmatizzato l’assenza della minoranza e ha proposto provocatoriamente di riportare la mozione in Commissione per costringere l’opposizione a confrontarsi. La consigliera ha espresso pieno sostegno al provvedimento, ritenuto fondamentale per promuovere il benessere dei giovani e rispondere ai bisogni della comunità umbra.
Verso un approccio strutturale alla prevenzione della violenza di genere
La mozione approvata introduce un percorso articolato e stabile, che punta a rendere l’educazione affettiva e sessuale una componente strutturale del sistema educativo regionale. Un investimento culturale, formativo e organizzativo che, nelle intenzioni dei proponenti, mira a intervenire sulle radici della violenza di genere, favorendo relazioni improntate al rispetto e alla reciprocità.
Un passaggio politico significativo, in un’Aula però segnata da un’assenza che ha fatto rumore.




