Palazzo Donini replica ai partiti di opposizione dopo le accuse su tasse e «poltrone»: «Concorsi necessari per rafforzare gli uffici e garantire il turnover». Nel mirino la precedente gestione e il ricorso alle esternalizzazioni
Dalle accuse sulle nuove «poltrone» al contrattacco sulla gestione della precedente legislatura. Non si placa lo scontro politico sulle assunzioni in Regione Umbria. Dopo la dura presa di posizione dei partiti di opposizione, che avevano contestato alla Giunta Proietti l’aumento dei costi della macchina amministrativa mentre agli umbri vengono chiesti maggiori sacrifici fiscali e la sanità continua a mostrare criticità, arriva la risposta di Palazzo Donini.
Una replica che non si limita a difendere i nuovi concorsi, ma punta direttamente il dito contro chi ha governato l’Umbria nei cinque anni precedenti.
«I consiglieri regionali di opposizione anche questa volta si distinguono per sparare a zero contro la Regione senza riflettere sulle vere necessità della macchina amministrativa e senza ricordare i danni arrecati a questo Ente e alla comunità quando sono stati al governo», afferma la Giunta.
Dai «2 milioni per le assunzioni» ai 661mila euro in meno per il personale
Il botta e risposta parte dai numeri. I partiti di opposizione avevano quantificato in circa 2 milioni di euro l’anno il costo del nuovo bando, che comprende sei dirigenti e decine di altre figure professionali.
La Giunta risponde mettendo sul tavolo un altro dato. Al momento dell’insediamento dell’attuale amministrazione, sostiene Palazzo Donini, la spesa per il personale risultava diminuita di oltre 661mila euro rispetto all’anno precedente.
Per l’Esecutivo questo sarebbe uno degli effetti di una politica che negli anni precedenti avrebbe progressivamente indebolito gli organici regionali, senza garantire la sostituzione dei dipendenti andati in pensione.
«Chi ha amministrato nello scorso quinquennio non ha fatto altro che indebolire e svuotare la struttura amministrativa», è l’accusa della Giunta, che contesta alla precedente amministrazione anche il ricorso all’esternalizzazione dei servizi, ritenuto fonte di costi aggiuntivi rispetto alla scelta di procedere con le assunzioni.
«Troppi interim», la Giunta richiama la Corte dei Conti
Palazzo Donini difende quindi la decisione di aprire concorsi e selezioni, definendola una scelta «trasparente e oggettiva».
L’obiettivo dichiarato è rafforzare gli organici dei diversi servizi regionali e rispondere alle esigenze determinate dal turnover.
Nella replica entra anche la questione delle posizioni dirigenziali, uno dei punti maggiormente contestati dai partiti di opposizione. La Giunta sostiene che la scelta di intervenire sugli organici tenga conto anche delle indicazioni della Corte dei Conti relative all’eccessivo numero di incarichi dirigenziali ricoperti ad interim.
Secondo Palazzo Donini, dunque, le nuove selezioni non rappresenterebbero un ampliamento fine a se stesso della macchina regionale, ma un intervento necessario per assicurare agli uffici personale e competenze adeguate.
Due letture opposte sulle nuove assunzioni
Lo scontro nasce dall’attacco lanciato il giorno precedente da Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Tp-Uc. I partiti di opposizione avevano accusato la Giunta di aumentare Irpef e Irap fino al 2029 e, contemporaneamente, destinare nuove risorse alla struttura regionale anziché intervenire sulle difficoltà della sanità.
Nel mirino erano finite anche la pubblicazione del bando nel mese di agosto, le modalità previste per la selezione dei dirigenti e i requisiti richiesti per alcuni profili.
La Giunta sceglie ora di rispondere soprattutto sul nodo politico di fondo: la necessità stessa delle assunzioni.
«La verità è che noi vogliamo una “macchina” forte e competente, composta da figure professionali capaci e scelte per merito», sostiene l’Esecutivo.
Il confronto si sposta sull’eredità della precedente legislatura
Il caso assume così i contorni di uno scontro più ampio sull’eredità amministrativa della precedente legislatura.
Per i partiti di opposizione, le nuove assunzioni rappresentano un aumento dei costi della Regione in una fase nella quale i cittadini sono chiamati a sostenere una maggiore pressione fiscale. Per Palazzo Donini, al contrario, i concorsi servono a ricostruire organici e competenze dopo anni nei quali la struttura sarebbe stata progressivamente impoverita.
Ed è proprio su questo terreno che la Giunta chiude la replica con un ultimo affondo nei confronti dei suoi predecessori: «Anche su questo settore siamo costretti a riparare agli errori del passato come in tanti altri ambiti».















