Accuse di allarmismo sulla sanità e comunicazione fuorviante: centrodestra all’attacco, ma la maggioranza fa quadrato attorno al vicepresidente della Giunta
L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha respinto la mozione di censura presentata dal centrodestra contro l’assessore regionale al Bilancio e vicepresidente della Giunta, Tommaso Bori. La seduta, durata oltre 13 ore, si è conclusa poco prima dell’una del 21 maggio.
Le accuse dell’opposizione
La mozione, firmata da esponenti di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega e Umbria Civica, contestava a Bori una gestione comunicativa e istituzionale definita “gravemente fuorviante” in merito al disavanzo della sanità regionale. Secondo l’opposizione, l’assessore avrebbe diffuso informazioni allarmistiche, come l’annuncio di un “buco” di 243 milioni di euro, cifra poi smentita dai dati ufficiali del Ministero dell’Economia, che certificavano un disavanzo di 34 milioni.
La consigliera Laura Pernazza (FI), prima firmataria della mozione, ha evidenziato contraddizioni nelle comunicazioni di Bori, tra cui l’uso di un presunto dossier KPMG mai reso disponibile all’opposizione e l’annuncio di una manovra fiscale da 322 milioni successivamente ridimensionata.
La difesa di Bori e della maggioranza
Durante il dibattito, Bori ha respinto le accuse, definendo la mozione un pretesto politico per distrarre i cittadini. Ha sottolineato che la situazione finanziaria della sanità umbra è stata ereditata dalle precedenti amministrazioni e che la manovra fiscale era necessaria per evitare il commissariamento del sistema sanitario regionale.
La presidente della Regione, Stefania Proietti, ha ribadito la sua fiducia in Bori, affermando che la manovra era l’unica soluzione possibile per affrontare il disavanzo strutturale e che altre regioni si sono trovate in situazioni simili.
Esito della votazione
La mozione è stata respinta con 12 voti contrari (la maggioranza di centrosinistra), 8 favorevoli (il centrodestra) e un’astensione (quella dello stesso Bori). La votazione si è svolta per appello nominale.




