Dati iniziali attorno al 53% per il No, il Sì al 47%. Molto alta l’affluenza alle urne, e risultati finali attesi in serata
Urne chiuse alle ore 15 di oggi, lunedì 23 marzo 2026, per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia. Dopo i primi exit poll e le proiezioni iniziali, il quadro che è emerso in un primo momento ha visto il No in vantaggio sul Sì, mentre l’affluenza si è confermata comunque alta, superando il 58% degli aventi diritto.
Exit poll e instant poll: sfida equilibrata ma No avanti
Le prime indicazioni arrivate subito dopo la chiusura dei seggi delineano una competizione serrata. Secondo gli exit poll, il No si colloca in una forbice tra il 49% e il 53%, mentre il Sì si attesta tra il 47% e il 51%.
Anche gli instant poll, basati su rilevazioni effettuate nella giornata di voto, confermano la tendenza:
- No tra 50% e 54%
- Sì tra 46% e 50%
Si tratta di dati indicativi, ma coerenti nel segnalare un leggero vantaggio del fronte contrario alla riforma.
Prime proiezioni: No al 53%, Sì al 47%
Con l’arrivo delle prime proiezioni basate su dati reali scrutinati, il distacco appare più definito.
Anche i primi risultati parziali provenienti da alcune centinaia di sezioni confermano questo andamento, con il No stabilmente sopra il 53%.
Affluenza alta: oltre il 58%
Uno degli elementi più rilevanti di questa consultazione è la partecipazione. L’affluenza ha raggiunto circa il 58%, un dato superiore alle attese per un referendum costituzionale.
I primi dati sull’affluenza sono molto superiori alle previsioni, con il 58,39% degli aventi diritto. Le regioni con il dato più alto sono:
la Toscana con il 65,85%;
l’Emilia Romagna con il 65,05%;
l’Umbria con il 65,07%;
le Marche con il 63,16%;
la Lombardia con il 63,15%.
Le regioni con l’affluenza più bassa sono la Sicilia, il Trentino-Alto Adige e la Calabria, con dati attorno al 47%. Si tratta però ancora di dati provvisori.
Da ricordare cosa prevede la riforma
Il referendum riguarda una delle più ampie revisioni dell’ordinamento giudiziario italiano. I punti chiave sono:
- separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti
- riforma del sistema di autogoverno della magistratura
- creazione di più organi distinti rispetto all’attuale Consiglio superiore della magistratura
Trattandosi di un referendum costituzionale, non è previsto quorum: il risultato sarà valido indipendentemente dal numero dei votanti.
Attesa per i risultati definitivi
Nonostante il vantaggio del No nelle proiezioni, il risultato non è ancora definitivo.
Restano da scrutinare migliaia di sezioni e soprattutto devono essere conteggiati i voti degli italiani residenti all’estero, che potrebbero incidere in caso di margine ridotto.
Le prossime ore saranno decisive per confermare o ribaltare il trend emerso finora.

























