I consiglieri regionali parlano di disservizi diffusi e annunciano un esposto agli organi dello Stato
La gestione delle prescrizioni sanitarie in Umbria diventa terreno di scontro politico. Il gruppo regionale della Lega accusa il sistema sanitario di non prendere in carico numerose prescrizioni mediche, lasciando cittadini, in particolare anziani e persone fragili, senza la possibilità di accedere alle prestazioni previste.
I consiglieri regionali Enrico Melasecche e Donatella Tesei riferiscono di aver raccolto un numero crescente di segnalazioni provenienti da diverse aree della regione. Una situazione che, secondo quanto dichiarato, sarebbe stata verificata anche direttamente presso alcune farmacie, dove emergerebbe l’impossibilità di inserire le prescrizioni nel sistema per l’assenza di appuntamenti disponibili, persino a lungo termine.
Per la Lega non si tratta di episodi isolati, ma di una criticità strutturale che produrrebbe effetti rilevanti sull’accesso alle cure. Tra questi, la riduzione solo apparente delle liste d’attesa, la necessità per molti cittadini di ripetere più volte le prenotazioni o di ricorrere alla sanità privata, sostenendo costi aggiuntivi. In altri casi, spiegano i consiglieri, le persone sarebbero costrette a spostarsi fuori regione per ricevere le prestazioni, con viaggi onerosi soprattutto per chi è in età avanzata.
Nel mirino della Lega finisce anche la risposta politica della Giunta regionale. Melasecche e Tesei contestano il voto contrario della maggioranza a una mozione che chiedeva l’applicazione delle norme in materia di presa in carico delle prescrizioni e parlano di un atteggiamento di chiusura e negazione delle criticità esistenti.
Secondo i due esponenti dell’opposizione, il quadro configurerebbe una violazione delle disposizioni di legge e del diritto alla salute, con ricadute economiche dirette per l’Umbria, anche in termini di mobilità sanitaria passiva, che nel 2025 avrebbe registrato un sensibile peggioramento.
In assenza di chiarimenti e interventi concreti, la Lega annuncia la presentazione di segnalazioni agli organi dello Stato competenti e invita i cittadini coinvolti a far emergere i casi di mancata presa in carico delle prescrizioni, anche in forma riservata, per documentare l’ampiezza del problema.




