La consigliera comunale di Fratelli d’Italia interviene in Commissione: “Rigenerazione urbana, recupero dell’esistente e incentivi innovativi per rilanciare la città”
Perugia ha bisogno di un nuovo Piano regolatore, capace di guardare oltre la semplice localizzazione delle volumetrie e di accompagnare i cambiamenti economici, sociali e ambientali della città. È la posizione espressa dalla consigliera comunale di Fratelli d’Italia Margherita Scoccia durante la seduta della Terza Commissione dedicata alla pianificazione urbanistica.
Secondo Scoccia, gli investimenti del Pnrr e i numerosi cantieri aperti nel territorio comunale non devono rallentare le scelte strategiche sul futuro assetto urbanistico di Perugia. Al contrario, occorre definire in tempi certi una visione di lungo periodo, in grado di affrontare le criticità del patrimonio edilizio cittadino.
La consigliera ha richiamato alcuni dati relativi al mercato immobiliare e all’utilizzo del patrimonio abitativo. In particolare, ha evidenziato che, secondo i più recenti dati Istat, nel Comune di Perugia risultano 16.514 abitazioni non occupate, pari al 18,6% del totale. Un dato che, secondo Scoccia, dimostra la necessità di orientare le future politiche urbanistiche verso il recupero, la riqualificazione e la rigenerazione dell’esistente.
Nel suo intervento, l’esponente di Fratelli d’Italia ha sottolineato anche le difficoltà che molte famiglie incontrano nel recupero degli immobili, spesso a causa degli elevati costi di adeguamento e dei diversi standard energetici richiesti rispetto alle nuove costruzioni. Una situazione che riguarda in particolare il centro storico, dove molti edifici necessitano di interventi per mantenere la loro funzione residenziale ed evitare una progressiva trasformazione esclusivamente turistico-ricettiva.
Scoccia ha inoltre evidenziato come periferie e borghi richiedano politiche differenziate, costruite tenendo conto delle specificità territoriali, dell’orografia, dei servizi disponibili e delle caratteristiche sociali delle diverse aree. Da qui la necessità di uno strumento urbanistico più articolato rispetto al passato, percorso che, ha ricordato, era stato avviato attraverso il Documento strategico territoriale durante la precedente amministrazione di centrodestra.
Tra i temi affrontati anche l’innovazione digitale applicata alla pianificazione e le dinamiche del mercato immobiliare. Secondo la consigliera, il differenziale tra redditività e investimenti necessari penalizza Perugia rispetto ad altre realtà italiane. Per questo il nuovo Piano regolatore dovrebbe superare il modello delle sole volumetrie premiali e introdurre nuove forme di incentivo in grado di favorire recupero edilizio, rigenerazione urbana e sostenibilità economica.
“Perugia ha bisogno di un Piano regolatore flessibile e intelligente – ha concluso Scoccia – capace di governare le differenze tra i territori e accompagnare le trasformazioni che attendono famiglie, professionisti e imprese”.

























