Il capogruppo leghista accusa il centrosinistra di bloccare le grandi opere e denuncia lo stallo sulle varianti urbanistiche
Si infiamma il dibattito politico attorno al Nodo di Perugia e alle opere infrastrutturali collegate. A intervenire con una lunga e dura nota è Enrico Melasecche, capogruppo della Lega in Regione e vicepresidente della Commissione infrastrutture e trasporti, che definisce “esilaranti” le posizioni espresse da Proietti e De Rebotti sul tema.
“Da un lato – sottolinea Melasecche – c’è chi pensa di lasciare le auto a Collestrada per costringere i cittadini a salire sugli autobus, dall’altro chi mette in discussione un progetto trentennale vagliato da decine di ingegneri. Siamo al paradosso”.
Secondo l’esponente leghista, l’Umbria vive “una delle fasi più problematiche della propria storia repubblicana”, inchiodata – afferma – “da un patto per la poltrona che paralizza riforme e grandi opere avviate con coraggio dalla precedente giunta di centrodestra”.
Melasecche punta il dito contro l’attuale amministrazione regionale e comunale, accusata di “oscurantismo provinciale” e di essere “ostaggio di estremismi che dicono no a tutto”. Tra i dossier bloccati cita la variante urbanistica per realizzare la stazione aeroporto a Collestrada – già finanziata con 7 milioni di euro – e quella necessaria per la realizzazione del deposito degli autobus elettrici a Perugia, entrambe ferme “da un anno e mezzo”.
Il consigliere non risparmia critiche ad AVS, che propone il ricorso a car sharing e biciclette come alternativa al Nodo: “Soluzioni buone per i convegni, non per la vita reale di famiglie e imprese”, afferma. Durissimo anche l’attacco al Partito democratico, accusato di incoerenza: “Bori e compagni passano dal sì al no a seconda della convenienza, con un cinismo aberrante che ignora i bisogni concreti dei cittadini”.
Nella sua ricostruzione, Melasecche rivendica le scelte coraggiose della precedente stagione politica, dal minimetrò al metrobus avviato sotto la giunta Romizi, e denuncia l’attuale “smarrimento” della sinistra, incapace – a suo dire – di proporre alternative serie: “Oggi vediamo solo bandiere al vento, missioni all’estero e passerelle. Sui problemi reali, invece, buio totale”.
Da qui l’appello al centrodestra a non abbassare la guardia: “Abbiamo affrontato un quinquennio difficilissimo, tra pandemia, inflazione e una burocrazia plasmata da quasi cinquant’anni di potere ininterrotto della sinistra. Nonostante ciò abbiamo messo in campo idee e progetti concreti. L’Umbria merita di più e di meglio”.






