Seduta tesa a palazzo Cesaroni tra proteste, cartelli e lavori sospesi. Le versioni contrapposte di opposizione e maggioranza raccontano una giornata di forte conflitto politico sulla riforma fiscale
La prima seduta del 2026 dell’Assemblea legislativa dell’Umbria si è aperta all’insegna dello scontro politico sulla manovra fiscale della Giunta regionale, dando vita a una mattinata segnata da tensioni dentro e fuori l’Aula, proteste, accuse incrociate e una sospensione temporanea dei lavori.
All’esterno di palazzo Cesaroni, un presidio promosso contro l’aumento dell’addizionale Irpef ha preceduto il trasferimento della protesta all’interno dell’Assemblea, dove i banchi del centrodestra hanno presentato una mozione urgente per chiedere il ritiro della manovra. L’atto, però, non è stato discusso perché non inserito all’ordine del giorno, a seguito del voto contrario della maggioranza. Da lì l’escalation: cartelli esposti in Aula, toni accesi e l’interruzione momentanea della seduta.

Nella nota diffusa dai consiglieri di opposizione, l’episodio viene definito “gravissimo” e indicativo del “modo di governare della maggioranza”. I gruppi di minoranza denunciano non solo il merito della manovra – che stimano in un aumento della pressione fiscale per 184 milioni di euro a carico di cittadini, famiglie e imprese – ma anche quanto accaduto sul piano delle regole democratiche. Secondo l’opposizione, l’accesso del pubblico ai lavori sarebbe stato inizialmente ostacolato con la motivazione del raggiungimento della capienza massima, per poi essere consentito imponendo il divieto di foto e video, una limitazione che viene giudicata priva di fondamento regolamentare. Una scelta definita arbitraria e dettata dalla convenienza politica del momento, che a loro avviso avrebbe messo in discussione i principi di trasparenza e partecipazione.
Di tutt’altro tenore la replica dei gruppi di maggioranza, che in una nota parlano di “nuovo teatrino” messo in scena dalla minoranza e di una protesta definita strumentale. Pd, M5S, Avs e Umbria domani accusano il centrodestra di aver mortificato le istituzioni con comportamenti poco rispettosi e di aver trasformato l’Aula in un luogo di scontro anziché di confronto. Per la maggioranza, l’opposizione sarebbe “sempre più a corto di idee” e incapace di svolgere il proprio ruolo nell’interesse della comunità regionale.
Sul merito della manovra fiscale, i gruppi che sostengono la Giunta respingono con decisione le accuse, parlando di “bugie e mistificazioni”. La riforma, sostengono, prevede una no tax area che farà sì che due terzi degli umbri paghino meno o quanto già versato in precedenza. Le cifre diffuse dall’opposizione vengono bollate come allarmismo infondato, mentre viene rivendicata la necessità dell’intervento per rimediare alle scelte compiute nella precedente legislatura.

























