Per l’Avvocatura regionale il provvedimento comunale è “illegittimo e contrario alla legge”. Il sindaco Bandecchi: “Un’offesa istituzionale e un attacco alla città”
Con la Delibera di Giunta regionale n. 1021 del 2025, la Regione Umbria ha deciso di impugnare davanti al TAR un atto del Comune di Terni relativo al progetto per la realizzazione di un nuovo stadio con annessa clinica privata.
Secondo la nota dell’Avvocatura regionale, l’iniziativa comunale risulterebbe “palesemente e oggettivamente viziata e illegittima”, in quanto contraria alle norme che regolano la gestione unitaria del servizio sanitario regionale.
La Regione sottolinea che la Conferenza dei Servizi, conclusa dalla precedente Giunta, aveva espresso un rifiuto giuridico assoluto alla costruzione della clinica e alla sua ipotetica assegnazione di 80 posti letto accreditati.
L’Avvocatura ricorda inoltre che una versione identica del progetto, presentata dall’Università Unicusano e dalla Ternana Calcio, era già stata respinta dal TAR Umbria nel 2025, con condanna dei proponenti al pagamento delle spese legali in favore della Regione.
Secondo Palazzo Donini, l’erogazione delle prestazioni sanitarie nella provincia di Terni sarà comunque “pienamente garantita” attraverso la programmazione del nuovo Piano socio-sanitario regionale, non attraverso iniziative ritenute in contrasto con la normativa vigente.

La replica del sindaco di Terni
Dura la reazione del sindaco Stefano Bandecchi, che in una nota pubblicata sul sito istituzionale del Comune ha parlato di “ennesima offesa istituzionale” da parte della Regione e della presidente Proietti, citando anche gli assessori De Rebotti e De Luca.
Bandecchi ha sottolineato che l’atto non è stato preceduto da alcun contatto istituzionale e ha ribadito che il Comune sta “combattendo per la realizzazione del nuovo ospedale pubblico, dell’unica clinica della provincia e del nuovo stadio”.
Il sindaco ha ricordato che la Conferenza dei Servizi di tre anni fa si concluse “positivamente” e che il progetto prevedeva solo capitali privati, quelli della Ternana Calcio, con benefici economici e occupazionali per la città.
Ha inoltre definito la scelta della Regione “sospetta e asservita alle strutture sanitarie perugine”, invitando la magistratura ad aprire un’indagine sui rapporti tra la Giunta e la sanità privata.
“Il gesto della Regione è peggio di una dichiarazione di guerra verso la cittadinanza e la libera impresa – ha concluso Bandecchi –. Da oggi ogni rapporto istituzionale con la Regione sarà più che difficile, se non impossibile”.
Uno scontro istituzionale aperto
La vicenda segna un nuovo capitolo del conflitto tra Comune di Terni e Regione Umbria sulla gestione delle competenze sanitarie e urbanistiche legate al progetto Stadio-Clinica.
Mentre la Regione rivendica la propria funzione di garante del sistema sanitario regionale, il Comune denuncia un boicottaggio politico ai danni dello sviluppo economico e infrastrutturale della città.
La controversia approderà ora al TAR dell’Umbria, dove saranno valutate le ragioni giuridiche di entrambe le parti.





