I senatori Cecilia D’Elia e Walter Verini sollevano la questione dell’agibilità democratica a Terni. Il Viminale assicura: “Continuiamo a monitorare la situazione”
Nel question time di ieri al Senato della Repubblica, i senatori del Partito Democratico Cecilia D’Elia e Walter Verini hanno portato all’attenzione del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, la cosiddetta “questione Bandecchi”, chiedendo chiarimenti sull’agibilità democratica del consiglio comunale di Terni e sulla convivenza civile in città.
Secondo i parlamentari dem, tali condizioni sarebbero compromesse dai comportamenti del sindaco di Terni, ritenuti “inadeguati e lesivi della dignità delle istituzioni”.
Le accuse del Partito Democratico
Nel suo intervento, la senatrice D’Elia ha parlato di “clima di intimidazione” e di “bullismo istituzionale”, riferendosi a episodi di offese e attacchi verbali rivolti dal sindaco a consiglieri, giornalisti, sindacalisti e cittadini.
La parlamentare ha inoltre ricordato le frasi a sfondo sessuale e sessiste pronunciate dal primo cittadino, nonché i toni volgari utilizzati in più occasioni, sottolineando che “a Terni si sta mettendo in discussione l’agibilità democratica del consiglio comunale e la dignità delle istituzioni”.

Walter Verini, nella replica al ministro, ha ribadito la richiesta di “iniziative immediate” da parte del Viminale, proponendo un’ispezione o una commissione d’accesso in Comune “per toccare con mano le ferite che questo signore arreca alle istituzioni e alla comunità locale”.
Il senatore ha poi ricordato episodi di intimidazione nei confronti di due assessori regionali e ha richiamato l’attenzione su “ombre di conflitti di interesse” legate al progetto dello stadio-clinica, oltre a “comportamenti quotidiani che somigliano a pratiche di voto di scambio”.
La risposta del ministro Piantedosi
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha risposto richiamando quanto già riferito in Aula nel settembre 2023, precisando che “sulla base degli elementi forniti dalla prefettura di Terni” la Regione Umbria ha presentato ricorso al TAR contro la convenzione stipulata tra il Comune di Terni e una società collegata alla Ternana Calcio, contestandone l’illegittimità dell’iter procedurale.
Per quanto riguarda le vicende giudiziarie, Piantedosi ha ricordato che la Procura di Terni ha chiesto il rinvio a giudizio del sindaco per minaccia, oltraggio, violenza e resistenza a pubblico ufficiale, interruzione di pubblico servizio e minaccia a un corpo politico. Il giudice dell’udienza preliminare ha rinviato la trattazione del caso al prossimo 3 dicembre.
“Il Ministero dell’Interno – ha concluso il ministro – continua a monitorare attentamente lo sviluppo delle vicende segnalate”, ribadendo dunque una posizione di vigilanza, ma senza annunciare ulteriori provvedimenti.
Le reazioni
Dopo la seduta, Verini e D’Elia hanno espresso apprezzamento per l’impegno del Viminale a seguire il caso, pur ribadendo la necessità di “azioni concrete per ristabilire la piena agibilità democratica a Terni”.
Il sindaco Bandecchi, da parte sua, ha commentato sui social la discussione in Senato definendo “finti e squallidamente bugiardi” i rappresentanti del Pd e sostenendo che “il Pd umbro è alla frutta”.





