Illustrato in Prima commissione dalla presidente della Regione, il Documento di economia e finanza approda all’Aula l’11 dicembre. Focus su demografia, lavoro, imprese, turismo e nuove politiche socio-sanitarie
La presidente della Giunta regionale Stefania Proietti ha illustrato alla Prima commissione consiliare il Documento di economia e finanza regionale (Defr) 2026-2028, atto fondamentale per la programmazione economica e politica dell’Umbria nei prossimi anni. La seduta, presieduta da Francesco Filipponi, ha preceduto la riunione della Seconda e Terza commissione, che hanno espresso parere favorevole a maggioranza, con voto contrario dei gruppi di opposizione. La Prima commissione tornerà a riunirsi martedì per l’approvazione definitiva, prima del passaggio in Aula previsto per l’11 dicembre.
Un documento di indirizzo per una nuova fase di riforme
La presidente Proietti ha definito il Defr «un documento di indirizzo politico» che si articola in obiettivi programmatici e di bilancio. Le finalità principali riguardano trasparenza, rendicontazione e coerenza tra politiche e risorse disponibili.
Il Defr 2026-2028, primo della nuova legislatura, intende avviare «un coraggioso percorso di riforma» e introduce un’importante novità: l’allineamento di ogni missione e capitolo all’Agenda 2030, elemento che rafforza il dialogo con l’Unione europea. Debutta anche il “termometro dell’economia umbra”, una lettura tendenziale basata su 76 indicatori aggiornati.
Il documento è articolato in quattro sezioni:
- contesto socio-economico e scenario di riferimento;
- programmazione europea e nazionale;
- politiche regionali, obiettivi strategici e attività prioritarie;
- situazione finanziaria e manovra di bilancio 2026-2028.
Demografia, Pil e mercato del lavoro: luci e ombre
Nell’analisi del contesto regionale, Proietti ha espresso forte preoccupazione per la bilancia demografica, caratterizzata da invecchiamento, calo della popolazione e spopolamento giovanile, elementi che acuiscono lo squilibrio generazionale con conseguenze economiche e sociali rilevanti.
Il Pil umbro registra un andamento in linea con quello nazionale, ma secondo la presidente la regione si avvia verso una fase di stagnazione, rendendo necessario «individuare le cause e imprimere una sferzata».
Il mercato del lavoro mostra performance complessivamente positive: superiori alla media nazionale il tasso di occupazione, la riduzione della povertà, il basso abbandono scolastico e la quota di Neet. Resta però il problema del mismatch tra domanda e offerta di lavoro qualificato, per cui la Regione punta a rafforzare ITS e orientamento scolastico.
Sul fronte del capitale umano emergono dati incoraggianti in termini di titoli di studio e formazione continua, ma sono critici gli indici sull’imprenditorialità giovanile e sulla fuga dei laureati: nel 2024 il saldo migratorio accademico è stato negativo per 449 persone.
Imprese, export e turismo
Il quadro produttivo evidenzia una diminuzione del numero complessivo di imprese, in controtendenza rispetto al livello nazionale, mentre risulta in crescita il comparto delle imprese altamente innovative.
Il settore turistico continua a rappresentare una delle principali leve di sviluppo: nel 2024 si registrano 7,3 milioni di presenze (+6,4% sul 2023 e +19% sul 2019) e 2,7 milioni di arrivi (+4,8% e +10,8%). L’Umbria risulta la terza regione per arrivi nel periodo natalizio e cresce anche il brand Umbria come elemento di attrattività.
Il nuovo “termometro dell’economia umbra” conferma un quadro articolato:
- 41 indicatori positivi, soprattutto legati a lavoro e turismo;
- 22 indicatori stazionari, molti dei quali connessi alla situazione demografica;
- 13 in peggioramento, riguardanti flussi commerciali con l’estero, dinamica imprenditoriale e alcuni aggregati territoriali.
Per Proietti, la Zona economica speciale (Zes) potrà sostenere le imprese grazie alla semplificazione amministrativa applicabile all’intero territorio regionale.
Programmazione europea e Pnrr
La presidente ha sottolineato la strategicità dei fondi europei, segnalando le criticità legate al Fse e alle richieste del Governo sulla riprogrammazione del Fesr in direzione dell’housing sociale, indicazione difficile da recepire senza stravolgere la programmazione in corso.
Determinante l’accordo per la coesione stipulato nella precedente legislatura, che ha consentito l’utilizzo di 60 milioni per il cofinanziamento del Fesr. A questi si aggiungono gli 80 milioni destinati all’ottavo centenario della morte di San Francesco.
Sul Pnrr, Proietti ha richiamato l’attenzione sulla scadenza del marzo 2026 relativa alla sanità: molte regioni, inclusa l’Umbria, stanno incontrando difficoltà legate alla carenza di imprese in grado di realizzare i numerosi interventi previsti.
Politiche socio-sanitarie e obiettivi 2026
Tra le missioni del Defr particolare rilievo assume l’area salute e sociale. La presidente ha evidenziato:
- il lavoro sulle linee guida del nuovo Piano socio-sanitario regionale, che entrerà in partecipazione entro metà 2026;
- la piena operatività delle case della salute, 17 delle quali finanziate con Pnrr;
- l’attivazione della nuova centrale 116117 per le cure non urgenti;
- l’avanzamento degli ospedali di comunità, cinque finanziati dal Pnrr.
Proietti ha infine espresso la volontà di anticipare a giugno 2026 la discussione del Defr, in linea con le richieste normative.





