Si è svolto sabato 14 giugno, presso il Teatro Santa Caterina di Bettona, il quinto incontro promosso dall’associazione politico-culturale L’Officina, presieduta da Roberto Morroni, ex Vice presidente della regione ed assessore regionale, promotore e dell’iniziativa. Il convegno, intitolato “Le sfide del nostro tempo. Le grandi riforme che attendono l’Umbria”, ha rappresentato un momento di confronto aperto e partecipato su alcune delle questioni più urgenti che interessano il territorio regionale, con l’obiettivo di stimolare una riflessione pubblica fondata su competenze e partecipazione. Nel merito, l’evento si conferma un’iniziativa di rilievo per la politica regionale, poiché offre spunti concreti e, soprattutto, assume una prospettiva di medio-lungo periodo in settori di sviluppo e di interesse dell’intera collettività regionale. Tuttavia, emerge con chiarezza anche la difficoltà del sistema regionale nell’attuare politiche innovative, a fronte di apparati ancora ancorati a logiche frammentarie e conservatrici.
Morroni: “Politiche miopi e produttività stagnante stanno compromettendo il futuro della nostra regione”

Ad aprire i lavori è stato il vicepresidente dell’associazione, Lamberto Marcantonini, che ha ribadito la missione de L’Officina: “Creare uno spazio libero e plurale per idee innovative, in un momento storico in cui la politica tende a chiudersi in dinamiche autoreferenziali”.
Valerio Bazzoffia, sindaco di Bettona, ha sottolineato l’importanza di radicare il dibattito pubblico nei territori: “Il confronto diretto con le comunità è condizione imprescindibile per una riflessione autenticamente utile”.

Declino demografico e sanità: la regione di fronte a scelte non più rinviabili
La prima parte dell’incontro ha posto al centro dell’attenzione la questione demografica, con particolare riferimento allo spopolamento e all’invecchiamento della popolazione. Il sociologo Roberto Segatori ha delineato un quadro critico, ma non irreversibile: “Il declino demografico in atto può essere contrastato attraverso politiche coordinate, strutturate e lungimiranti. È altresì necessario ripensare il modello organizzativo della sanità regionale, ancora troppo frammentato e inefficiente”.
Segatori ha inoltre posto l’accento sulle criticità dell’Università degli Studi di Perugia, indicando la necessità di interventi incisivi per arrestare un progressivo declino. Sul piano economico, il professor Andrea Cardoni ha denunciato la scarsa capacità attrattiva del tessuto imprenditoriale regionale nei confronti dei giovani laureati: “L’assenza di una cultura manageriale nelle imprese umbre contribuisce all’emigrazione dei giovani, alimentando un circolo vizioso di impoverimento”.
Silvio Ranieri, segretario generale di Anci Umbria, ha proposto la definizione di un patto interistituzionale per la rigenerazione dei borghi, mentre il sindaco Bazzoffia ha illustrato l’esperienza positiva di Bettona, che ha saputo contrastare la desertificazione demografica.
Il panel è stato moderato dal giornalista Riccardo Marioni, che ha individuato nel coraggio, nel pragmatismo e nella partecipazione le parole chiave per una rinnovata azione politica.
Sanità regionale: dal contenimento dell’emergenza alla riforma strutturale

Il secondo momento di approfondimento, moderato dal giornalista Giuseppe Castellini, ha affrontato in modo diretto la complessa realtà della sanità umbra. Il panel, significativamente intitolato “La sanità regionale: buchi da coprire no, riforme da fare sì”, ha ospitato numerosi contributi.
Aviano Rossi, consulente e docente di management sanitario, ha auspicato una riforma radicale fondata su criteri di responsabilità, merito e sostenibilità. Sara Mandorla, portavoce delle associazioni cardiologiche umbre, ha sollecitato l’elaborazione immediata di un piano regionale di prevenzione.
Dal versante sindacale, Tullio Ostilio Moschini (CISL Umbria) ha denunciato una sanità ancora troppo lontana dai bisogni delle persone e ha chiesto un confronto reale con le parti sociali. Francesca Castellani, segretaria regionale del SUMAI, ha segnalato l’urgenza di affrontare la carenza di medici specialisti e il mancato turnover generazionale.
È intervenuta anche Donatella Tesei, già presidente della Regione Umbria, che ha difeso il lavoro svolto durante il proprio mandato: “I dati ufficiali smentiscono la narrazione di un deficit sanitario. Le risorse pubbliche devono essere impiegate con equità ed efficacia, evitando aumenti fiscali ingiustificati”.
Andrea Romizi, consigliere regionale, ha evidenziato la crescente emergenza legata al disagio psichico giovanile: “Oltre il 50% dei giovani umbri ha sperimentato condizioni di stress o ansia nell’ultimo anno. È un tema che non può più essere eluso”.
In chiusura, Mirko Ceci (Azione) ha ricordato che “il nuovo piano sanitario regionale dovrà essere partecipato, trasparente e orientato a risultati concreti”.
Una visione riformista per il futuro dell’Umbria
Ha concluso l’incontro Roberto Morroni, sottolineando come il riformismo rappresenti una necessità politica e culturale: “Non si tratta di un concetto astratto, ma di un approccio concreto al governo della realtà. Solo attraverso un’azione riformatrice incisiva l’Umbria potrà invertire la rotta ed evitare l’emarginazione economica e sociale”.
Morroni ha infine rilanciato la missione de L’Officina: “Qui si pensa in grande, si costruisce una visione, si promuove il cambiamento. Dobbiamo avere il coraggio di proporre, di innovare, di osare. Da questo spazio di confronto può nascere la nuova stagione delle riforme umbre”.
L’associazione ha già annunciato nuovi incontri a breve, con l’obiettivo di mantenere viva l’attenzione sulle grandi questioni che segneranno il futuro della regione.






