Via libera della maggioranza al Bilancio di previsione 2026-2028. L’opposizione denuncia tagli strutturali e minori risorse per Comuni e associazioni
L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato a maggioranza il Bilancio di previsione finanziario della Regione per il triennio 2026-2028, confermando in Aula i rapporti di forza politici tra maggioranza e opposizione. Il voto ha visto schierati a favore i gruppi di centrosinistra (Pd, M5s, Avs, Ud-Pp) e contrari i gruppi di minoranza (FdI, FI, Lega, Tp-Uc), aprendo un confronto politico che va oltre i numeri e investe il tema dell’autonomia dell’istituzione legislativa e del rapporto tra Regione e territori.
Nel quadro del bilancio regionale, l’Aula ha esaminato e approvato anche il previsionale relativo al funzionamento dell’Assemblea legislativa, proposto dall’Ufficio di presidenza di Palazzo Cesaroni. Un atto che, pur essendo formalmente tecnico, è diventato terreno di scontro politico, soprattutto per la riduzione dei trasferimenti regionali e per le scelte sulle spese destinate ai Comuni e alle attività territoriali.
Meno risorse dalla Giunta: cambia il quadro finanziario
Il triennio 2026-2028 sarà il primo in cui i trasferimenti della Giunta regionale all’Assemblea legislativa scendono stabilmente sotto i 18 milioni di euro. A fronte di entrate complessive pari a 18 milioni, i trasferimenti regionali si attestano a 17 milioni e 600mila euro, circa un milione in meno rispetto agli esercizi precedenti. Una riduzione strutturale che la maggioranza considera sostenibile, ma che l’opposizione giudica politicamente significativa.
Le spese restano in larga parte vincolate: circa 9 milioni sono destinati a competenze degli organi e assegni vitalizi, 6,3 milioni al personale. Le risorse disponibili per spesa discrezionale risultano limitate e concentrate soprattutto su beni e servizi e su trasferimenti a organismi istituzionali come Isuc e Corecom. Alle attività istituzionali, inclusi i patrocini, sono destinati complessivamente 234mila euro, con una riduzione sensibile rispetto agli anni precedenti.
La maggioranza: “Conti in equilibrio e gestione responsabile”
Per la maggioranza, il voto sul Bilancio di previsione regionale conferma una linea di rigore e sostenibilità. Il relatore Francesco Filipponi (Pd) ha sottolineato come il bilancio sia costruito senza nuovo indebitamento, con entrate certe e una gestione prudente delle spese. Un’impostazione che, secondo il centrosinistra, garantisce la continuità amministrativa e il rispetto delle regole di finanza pubblica, anche in un contesto di progressiva riduzione dei trasferimenti.
Tra gli elementi rivendicati dalla maggioranza figurano il risultato presunto di amministrazione superiore ai 2,5 milioni di euro, interamente accantonato e vincolato, e il rispetto dei limiti nazionali sulla spesa del personale. La riduzione delle risorse viene letta come un processo di razionalizzazione che non compromette la funzionalità dell’ente e si inserisce in un quadro di equilibrio complessivo del bilancio regionale.
L’opposizione: “Un’Assemblea più debole e lontana dai territori”
Di segno opposto la lettura della minoranza. Laura Pernazza (FI) ha parlato di un bilancio di “ripiegamento”, che certifica una perdita di autonomia dell’Assemblea legislativa rispetto alla Giunta regionale. Il passaggio dai 19 milioni del 2024 ai 17,6 milioni previsti stabilmente per il triennio 2026-2028 viene indicato come un segnale politico preciso, che riduce i margini di iniziativa dell’organo legislativo.
Nel mirino dell’opposizione anche i tagli alla formazione del personale, giudicati incoerenti con gli obiettivi dichiarati di valorizzazione delle risorse umane, e soprattutto la riduzione dei patrocini onerosi, che passano da 285mila euro nel 2025 a 150mila annui. Una scelta che, secondo il centrodestra, penalizza Comuni, associazioni e iniziative culturali diffuse, proprio mentre i territori chiedono maggiore vicinanza alle istituzioni regionali.
Emendamento bocciato e frattura politica
In questo contesto si inserisce la bocciatura dell’emendamento presentato da Pernazza, che proponeva di incrementare di 30mila euro le risorse per i patrocini onerosi attraverso una rimodulazione interna delle spese, senza effetti sul saldo complessivo del bilancio. Il no dell’Aula ha sancito la linea della maggioranza e reso esplicita la frattura politica sul ruolo dell’Assemblea nel bilancio regionale.
Il voto sul Bilancio di previsione 2026-2028 chiude così il passaggio contabile, ma lascia aperto il confronto politico: per la maggioranza un bilancio in equilibrio e responsabile, per l’opposizione il segnale di una Regione che accentra le risorse e riduce il peso dell’Assemblea e dei territori. Un tema destinato a tornare centrale nel dibattito regionale dei prossimi mesi.

























